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Veneto, motore di innovazione e transizione energetica

impianto fotovoltaico

Veneto, motore di innovazione e transizione energetica per lo sviluppo sostenibile del territorio

In un ecosistema territoriale che connette istituzioni, università e imprese, Edison contribuisce a rafforzare le traiettorie di sviluppo regionali attraverso investimenti in produzione energetica efficiente, forniture strategiche e servizi avanzati a supporto della competitività del tessuto imprenditoriale, dell’efficientamento della Pubblica Amministrazione e della crescita socioeconomica locale.
Mogliano Veneto (TV), 19 marzo 2026 - Il Veneto si conferma uno dei principali motori economici e industriali del Paese e un territorio capace di interpretare con visione strategica le sfide della transizione energetica, distinguendosi come un vero laboratorio di innovazione in cui la collaborazione tra istituzioni, sistema universitario e tessuto imprenditoriale rappresenta un fattore abilitante per lo sviluppo sostenibile. È quanto emerge dallo studio “Valore per il Territorio Veneto”, realizzato da Edison con Avanzi e presentato in occasione della Settimana della Sostenibilità, organizzata da Confindustria Veneto Est. Lo studio si propone come base di riflessione tra tutti gli stakeholders del territorio per continuare a disegnare insieme le direttrici di sviluppo futuro.
 
«La sostenibilità è un percorso che Edison ha costruito negli anni attraverso un confronto quotidiano con gli stakeholder del territorio, nei poli di produzione, nei siti dei clienti, nelle municipalità e nelle strutture pubbliche servite. Un modello che in Veneto è virtuoso perché ci ha permesso, a partire dall’ascolto degli attori locali, di sviluppare un piano industriale e d’azione che mira a supportare i fabbisogni energetici delle filiere industriali, il tessuto imprenditoriale e salvaguardare il patrimonio naturale anche attraverso la rigenerazione di territori complessi» ha commentato Barbara Terenghi, Direttrice Sostenibilità di Edison. «Questo approccio si riflette anche nel nostro impatto sull’ecosistema del valore. Nel 2024 abbiamo generato in Veneto un valore economico di 57 milioni di euro, coinvolgendo oltre 300 imprese locali nella catena di fornitura e valorizzando le competenze di collaboratori e partner della filiera energetica regionale.»
 
Con oltre 460.000 imprese attive, il Veneto si posiziona tra i principali motori economici del Paese, caratterizzato da una rilevante attività di export, con un modello di sviluppo fondato sulla manifattura diffusa, sulla capacità di innovazione delle filiere produttive e su una cultura imprenditoriale radicata nei territori. L’alta intensità produttiva e gli elevati consumi energetici rendono strategico il rafforzamento delle infrastrutture e della capacità di generazione elettrica. Il Veneto è la seconda regione in Italia per numero di impianti fotovoltaici ed è tra le regioni più avanzate per investimenti in tecnologie per efficienza energetica, riduzione delle emissioni e sviluppo di nuovi vettori energetici: lo dimostrano i 7,3 miliardi di euro previsti dal Piano Energetico Regionale al 2030 per sostenere la decarbonizzazione, l’efficienza energetica, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e la sicurezza degli approvvigionamenti.
 
Le progettualità legate allo sviluppo di nuovi vettori energetici, come l’idrogeno, e gli investimenti in ricerca industriale e sperimentazione, tra cui la Hydrogen Valley di Porto Marghera, rappresentano uno degli esempi più avanzati di integrazione tra politiche pubbliche, sistema industriale e innovazione tecnologica, a dimostrazione della capacità del Veneto di costruire modelli di cooperazione avanzata.
 
È in questo ecosistema evoluto e dinamico che si inserisce l’impegno di Edison, la cui presenza nella regione riflette e rafforza le traiettorie di sviluppo territoriale attraverso investimenti nella produzione energetica, nella gestione di forniture strategiche e nell’offerta di servizi avanzati a supporto della competitività delle imprese e della crescita socioeconomica locale. Edison contribuisce in modo significativo alla stabilità del sistema energetico regionale, con una capacità installata complessiva che supera 1 GW (attraverso 2 impianti termoelettrici e - dal 2025 - 3 impianti fotovoltaici) e una produzione complessiva nel 2024 di oltre 3,5 TWh, equivalente a circa il 12% del fabbisogno elettrico regionale. Un ruolo chiave è svolto dalla centrale termoelettrica di Marghera Levante, tra le più avanzate del Paese e caratterizzata da standard di efficienza e di impatto ambientale tra i più elevati a livello europeo; la centrale è stata completata con un investimento di circa 400 milioni di euro in 4 anni (impiegando fino a 1.000 maestranze durante le fasi di picco e 250 imprese fornitrici). L’impianto rappresenta un’infrastruttura abilitante per la transizione energetica, essendo già predisposto per l’utilizzo progressivo di idrogeno, e si configura come un asset strategico per garantire flessibilità, sicurezza e resilienza al sistema elettrico regionale.
 
L’azienda partecipa inoltre allo sviluppo della filiera dell’idrogeno attraverso la collaborazione con Hydrogen Park e l’adesione alla Rete Innovativa Regionale promossa da Confindustria Veneto, contribuendo concretamente alla costruzione di nuove filiere industriali legate alla transizione energetica.
 
A questo impegno si affianca il contributo alla sicurezza energetica nazionale attraverso la gestione della capacità di rigassificazione del terminale Adriatic LNG di Porto Levante, infrastruttura strategica per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, dove Edison detiene oltre il 70% della capacità allocata, che nel 2024 ha rappresentato circa il 10% del fabbisogno nazionale di gas.
 
Il radicamento territoriale del Gruppo si esprime inoltre attraverso il supporto diretto al sistema produttivo regionale: nel 2024 Edison ha fornito energia elettrica e gas a oltre 35.000 imprese, coprendo circa il 36% dei consumi energetici del comparto produttivo e confermandosi partner strategico per le PMI e le grandi aziende del territorio, in particolare nei settori manifatturiero (acciaio, vetro, edilizia, alimentare, ecc.) e dei servizi, grazie anche ad una rete di più di 20 installatori locali.
 
Il contributo allo sviluppo locale si estende alla collaborazione con le amministrazioni pubbliche, attraverso la gestione della pubblica illuminazione, interventi di riqualificazione energetica e tecnologica degli impianti, e la gestione con servizi energetici di oltre 250 edifici pubblici, tra cui scuole, strutture sanitarie ed edifici comunali. In particolare, la collaborazione con la Città di Venezia (Città di Venezia e Città Metropolitana di Venezia) rappresenta un esempio concreto di innovazione applicata ai servizi urbani, con la gestione di circa 60.000 punti luce, la conversione a LED di oltre 27.000 apparecchi e l’introduzione di sistemi intelligenti per la sicurezza e la mobilità urbana, interventi che consentono una riduzione dei consumi energetici di più del 30% e una diminuzione delle emissioni di oltre 5.800 tonnellate di CO₂ all’anno[1].
 
Edison contribuisce inoltre alla rigenerazione ambientale del territorio attraverso le attività di Edison Regea nei siti di Legnago, Mira e Dogaletto, con interventi di bonifica, messa in sicurezza e recupero di aree industriali dismesse, che nel 2024 hanno visto investimenti per 13 milioni di euro (complessivamente circa 70 milioni di euro dall’inizio delle attività).
 
Il valore della presenza di Edison in Veneto si riflette anche nell’impatto economico diretto generato sul territorio: nel 2024 è stato di oltre 57 milioni di euro a livello regionale, di cui quasi 45 milioni destinati a più di 300 fornitori locali, contribuendo al rafforzamento della filiera energetica e del sistema economico locale. In questo contesto, Edison si posiziona come partner industriale e istituzionale del territorio, accompagnando il Veneto nel proprio percorso verso un modello di sviluppo sempre più sostenibile e competitivo, e contribuendo a consolidarne il ruolo di territorio guida a livello nazionale nella capacità di coniugare innovazione energetica, sviluppo economico e valorizzazione delle comunità locali.
 
 

 
[1] (*) Metodologia di calcolo: il risparmio energetico conseguito con il relamping per il relativo coefficiente emissivo, pari a 460 ton CO2/GWh (Aggiornamento: Rapporto ISPRA 404/2024)

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