La centrale idroelettrica Venina (SO)

La centrale idroelettrica Venina

Come funziona l’impianto

L’impianto Venina utilizza le acque provenienti dai due rami detti rispettivamente di Vedello e d’Armisa, regolate giornalmente dal serbatoio del Gaggio. La Centrale fa parte dell’asta idroelettrica di Venina - Armisa e gode della regolazione costituita dai 5 serbatoi e dai 2 impianti di pompaggio sovrastanti.

Il ramo di Vedello ha origine dalla presa omonima, posta a quota 1.028 m s.l.m. che raccoglie le acque dello scarico della Centrale Vedello e le portate residue dei torrenti Caronno e Venina. L’opera di presa è costituita da una traversa in muratura, che sbarra l’alveo alla confluenza del Caronno e del Venina, e da due bacini di carico, rispettivamente da 5.000 m³ e 8.000 m³, ubicati in sponda destra orografica, che sono in comunicazione fra loro tramite una paratoia comandata elettricamente. La traversa è munita di 4 paratoie affiancate da uno scaricatore dotato di due paratoie sghiaiatrici. La presa è gestita da un automatismo in grado di metterla in sicurezza, aprendo la paratoia sghiaiatrice e scaricando l’acqua dell’invaso quando è raggiunta la quota di sfioro.

Dalle bocche di presa, disposte in sponda destra del bacino, l’acqua è immessa in una piccola vasca, da dove può essere convogliata direttamente nel vecchio canale derivatore verso il Gaggio, oppure nel bacino più grande. Da questo ultimo, l’acqua è immessa, attraverso una bocca di presa protetta da griglia e dotata di una paratoia a comando elettrico, nel nuovo canale derivatore.

Il nuovo canale, realizzato nel 1993 durante i lavori di potenziamento dell’impianto di Venina, ha una sezione circolare di 3,10 m di diametro ed una lunghezza di 2.788 m; il canale termina nella parte realizzata in galleria del serbatoio del Gaggio. Il vecchio canale derivatore degli anni ’30 è, invece, a sezione trapezia con un’area utile di 3,40 m² e portata di 12 m³/s. Questo canale è stato lasciato in esercizio per captare l’acqua delle prese Pessa e Remolino, e s’immette nel bacino detto “N° 2” del serbatoio del Gaggio. La presa del torrente Pessa, alla progressiva di 1.575 m, raccoglie le acque da una griglia raso alveo e le immette nel canale mediante un tubo di ferro; quella del Remolino, alla progressiva di 3.789 m, le raccoglie allo stesso modo e le immette mediante un piccolo canale.

Il ramo d’Armisa raccoglie sia l’acqua restituita dalle turbine dell’omonima Centrale, Il lago Venina sia quelle del bacino residuo del torrente Armisa a valle della presa del Forno. La presa sull’Armisa è costituita da una traversa in muratura alta 8 m e larga 14 m, con ciglio sfiorante a quota 1.036,00 m s.l.m.. Su un lato della traversa è installata una paratoia sghiaiatrice a comando elettrico.

In sponda sinistra è ricavata la bocca di presa, protetta da griglie e regolata da una paratoia a comando elettrico. Anche questa presa è gestita da un automatismo, in grado di metterla in sicurezza aprendo la paratoia sghiaiatrice e scaricando l’acqua dell’invaso quando questa raggiunge la quota di sfioro. A valle dell’opera di presa ha inizio il canale derivatore, a pelo libero, parte in galleria naturale e parte in galleria artificiale, che ha una sezione rettangolare da 1,45 m x 1,80 m ed è lungo 6.521 m.

Lungo il suo percorso, il canale raccoglie le acque del pompaggio di S. Matteo e delle prese sui rii S. Stefano, Tripolo, Palù, Paiosa, Paiosetta, Seriolo e Serio fino ad una portata massima di 6 m³/s.

Le perdite per infiltrazioni della presa Armisa riaffiorano nell’alveo dello stesso torrente a valle della Centrale, in località S. Matteo. Qui confluisce anche un bacino imbrifero di 1,3 km². Le acque sono captate da una griglia trasversale raso alveo e raccolte in una vasca dalla quale una pompa, della portata di 0,08 m³/s, le solleva ed immette nel canale principale, tramite una tubazione lunga 287 m, con un dislivello di 115 m.

Le altre prese sono costituite da traverse in muratura a ciglio sfiorante dotate di griglie di presa e paratoie manuali di sghiaiamento; l’acqua raccolta s’immette in brevi canali o tubazioni ed è condotta al canale principale.  Immediatamente a valle della presa del Serio il canale principale confluisce nella parte in galleria del serbatoio del Gaggio. II serbatoio di regolazione del Gaggio è costituito da due bacini, tra loro comunicanti tramite una paratoia azionata da motore elettrico, della capacità rispettivamente di 14.000 m³ e 24.000 m³, ai quali si è aggiunta nel 1994 una “galleria serbatoio” con un volume di 70.000 m³; il volume totale d’invaso è, quindi, di 108.000 m³.

I due bacini esterni hanno uno sviluppo al coronamento di 110 m e di 255 m rispettivamente ed un’altezza di ritenuta di 6 m. Ciascun serbatoio ha uno sfioratore a quota 1.017 m s.l.m., capaci di smaltire globalmente fino a 25 m³/s che, per mezzo di un canale lungo circa 500 m che si immette in un pozzo inclinato di 45° del diametro di 1,5 m ed in un successivo tratto in piano di 631 m, scarica le acque nel torrente Remolino, affluente del torrente Venina.

Sul lato di valle del primo bacino vi è la vasca di carico delle condotte forzate, costituita da 4 bocche di presa, chiuse da paratoie con comando elettrico e protette da griglie. A queste fanno seguito brevi cunicoli, che portano a dei pozzi di carico dal cui fondo si dipartono le condotte forzate. La nuova galleria serbatoio ha una forma in pianta ad “Y” con un’estremità rivolta verso il ramo d’Armisa ed una verso il ramo di Vedello.

Presso il serbatoio del Gaggio c’è una foresteria per il personale di servizio ubicata nella stessa costruzione in cui vi sono le 4 paratoie di partenza delle condotte. In un’altra costruzione sul piazzale antistante il serbatoio c’è la cabina di smistamento delle linee 10 kV in arrivo da Venina e da Vedello ed il locale con il trasformatore per la distribuzione dei servizi ausiliari.

Ognuna delle 4 condotte forzate è dotata di una paratoia a chiusura volontaria e di una valvola a farfalla automatica di sicurezza per sovravelocità dell’acqua.

Nell’edificio della Centrale, che ha dimensioni di circa 85 m x 18 m x19 m, sono installati anche i quadri degli automatismi e le protezioni dei gruppi generatori, i vari impianti ausiliari e le apparecchiature di telecomunicazione.

La centrale idroelettrica in 3D

La centrale idroelettrica in 3D

Scheda tecnica

Via Pradella 15, 23020 Piateda
ANNO DI ESERCIZIO
1923
POTENZA INSTALLATA
146 MW
PRODUCIBILITÀ MEDIA
276,87 GWh
TIPO IMPIANTO

L’impianto

L’impianto fa parte dell’asta idroelettrica di Venina – Armisa tra i comuni di Albosaggia (SO), Caiolo (SO), Castello dell’Acqua (SO), Piateda (SO), Ponte in Valtellina (SO). L’asta idroelettrica comprende gli impianti denominati Armisa, Publino, Zappello, Vedello, Venina.

DETTAGLI

Tipo impianto: a serbatoio con regolazione giornaliera (regolato dai sovrastanti serbatoi di Scais e Lago di Venina)

Acque utilizzate: Armisa e sue risorgive, Santo Stefano, Vallaccia, Malgina, Venina, Caronno, Pessa, Pomer, Sambuco, Pendola, Pradasci, Riazzolo, Remolino, Tripolo, Paiosa, Paiosetta, Palù, Seriolo, Serio

Inizio produzione: 1923 (Centrale, canale Vedello, serbatoio del Gaggio) - 1928 (Canale Armisa)

Personale e controllo operativo

Personale operativo
15 unità (1 Responsabile dell’Area Valtellina, 1 Vice Responsabile, 2 tecnici d’impianto, 9 unità di esercizio e manutenzione, 2 amministrativi)
Controllo operativo e trasimissione dati
la Centrale dell’impianto Venina conduce tutti gli impianti dell’asta Venina-Armisa