La centrale idroelettrica di Taio - Santa Giustina (TN)

La centrale idroelettrica di Taio - Santa Giustina

Come funziona l’impianto

L’impianto di Taio utilizza i deflussi di un bacino imbrifero di complessivi 1.050 km². L’opera di sbarramento sul torrente Noce, In località Santa Giustina, è costituita da una diga ad arco, in calcestruzzo armato, alta 152,50 m e con sviluppo del coronamento di 124,00 m. La diga crea un serbatoio artificiale della capacità complessiva di 182.810.000 m³. Il serbatoio ha inoltre una riserva di volume per la laminazione delle piene, il massimo livello in caso di piena è, infatti, fissato a 531,50 m s.l.m.

In sponda destra, il serbatoio è dotato di uno scarico di superficie con due paratoie piane in parallelo a comando elettrico, che immettono in una galleria lunga 273 m.

In sponda sinistra sono situati uno scarico di mezzo fondo, costituito da una galleria lunga 172 m circa ed uno scarico di fondo, costituito da una galleria lunga 144 m circa, entrambi sonon dotati di due paratoie piane in serie a comando oleodinamico. Pure in sponda sinistra è l’opera di presa, costituita dall’imbocco della galleria d’adduzione principale, con soglia alla quota 437 m s.l.m..

L’imbocco è munito di griglie di protezione, seguite da una paratoia piana d’intercettazione a comando oleodinamico o automatico per sovravelocità dell’acqua in galleria.

In prossimità della spalla sinistra della diga, vi è un edificio, comprendente la camera di manovra delle paratoie, uffici e foresterie per il personale di guardia. Sotto quest’edificio si sviluppa il pozzo d’accesso alle paratoie. La diga è dotata di numerosa strumentazione di controllo e di un sistema di monitoraggio automatico con teletrasmissione al Centro Manovra Edison (sempre presidiato).

L’opera d’adduzione è costituita da una galleria in pressione, avente sezione circolare di 21,24 m² e lunghezza di 2.052 m. Essa può convogliare una portata massima di 66 m³/s. Al termine della galleria d’adduzione si trova il pozzo piezometrico, costituito da una camera cilindrica verticale con diametro di 6 m e altezza di 102 m e da una galleria ad andamento elicoidale (collegata in parallelo al pozzo) con la funzione di smorzamento delle oscillazioni dell’acqua. L’originale conformazione del pozzo fu studiata in modo da assicurare la stabilità di regolazione dei gruppi per ogni livello del serbatoio e per ogni corrispondente valore del salto utile (che ha un’escursione di 85 m).

A valle del pozzo piezometrico inizia la condotta forzata, intercettata da una valvola a farfalla di sicurezza (a chiusura automatica per sovravelocità dell’acqua) e dotata di valvola automatica di rientro dell’aria. La condotta è in acciaio, in parte chiodata ed in parte saldata, posta in galleria percorribile, è lunga 151 m ed ha diametro variabile da 3,70 m a 3,50 m.

La sala macchine è in una caverna avente volume di 25.000 m³ circa, qui sono installati tre gruppi generatori verticali, ciascuno comprendente una turbina idraulica Francis da 35 MW, con relativa valvola rotativa d’intercettazione ed un alternatore da 41 MVA alla tensione di 10 kV.

I suddetti gruppi generatori sono comandati a distanza dalla sala quadri esterna. Nella stessa caverna sono installati i quadri ed i trasformatori per i servizi ausiliari e le pompe di raffreddamento dei gruppi generatori. La sala macchine dispone di una gru a carro ponte. 

L’acqua turbinata in Centrale è convogliata nel sottostante bacino di Mollaro, in località Portolo, attraverso una galleria in pressione lunga 1.917 m. Appena a valle della confluenza degli scarichi delle turbine, dalla galleria di scarico è derivata una seconda galleria, con funzione di camera di smorzamento delle oscillazioni dell’acqua dovute a rapide variazioni di portata. Detta camera è in comunicazione atmosferica con la galleria della condotta forzata.

A valle del tubo d’aspirazione d’ogni turbina, lo scarico è intercettabile mediante la messa in opera di due paratoie sovrapponibili, che consentono la manutenzione di una singola turbina mentre le altre due sono in esercizio. La galleria di scarico è intercettata, allo sbocco nel serbatoio di Mollaro, da sei paratoie piane parallele.

La sala macchine è accessibile da una strada asfaltata privata, che si dirama dalla strada statale ed è lunga circa 2 km, seguita da una galleria d’accesso carrabile di 334 m. L’accesso pedonale è possibile anche da un pozzo, situato nel piazzale antistante il fabbricato dei comandi e profondo 160 m, corredato d’ascensore e di scale.

L’acqua necessaria per il raffreddamento di un trasformatore è prelevata da un serbatoio della capacità di 100 m³, posto a circa 13 m sopra il piano d’installazione dei trasformatori.

L’acqua per alimentare il serbatoio è approvvigionata mediante derivazione dal Rio Valle, sbarrato, poco a monte delle Centrale, da un traversa in muratura tracimabile dotata di presa, protetta da una griglia e dotata di una paratoia a manovra manuale; in alternativa può essere usata, per pompaggio, l’acqua spillata dalla condotta forzata.

La centrale idroelettrica in 3D

La centrale idroelettrica in 3D

Scheda tecnica

Via IV novembre 25 - 38010 Taio
ANNO DI ESERCIZIO
1951
POTENZA INSTALLATA
108 MW
PRODUCIBILITÀ MEDIA
282,46 GWh
TIPO IMPIANTO

L’impianto

L’impianto fa parte dell’asta idroelettrica del Noce tra i comuni di Revò (TN) e Mezzacorona (TN) e comprende gli impianti di Taio - Santa Giustina e Mezzacorona.

DETTAGLI

Acque utilizzate: Noce, rio Valle

Tipo di impianto: a serbatoio stagionale

Personale e controllo operativo

Personale operativo
6 turnisti 
Controllo operativo e trasimissione dati
la conduzione dell’impianto avviene da sala quadri
Presidio dell'impianto
2 guardiani della diga di Santa Giustina