La centrale idroelettrica Mezzocorona (TN)

La centrale idroelettrica Mezzocorona (TN)

Come funziona l’impianto

L’impianto utilizza prevalentemente le acque del torrente Noce (regolate dal sovrastante serbatoio stagionale di Santa Giustina) e quelle dei suoi affluenti Tresenga, Mollaro, Pongaiola e Rinassico. Il bacino imbrifero utilizzato è complessivamente di 1.228 km², il salto nominale di concessione è di 124,15 m.

L’opera di sbarramento principale, sul torrente Noce, è situata nel Comune di Taio, località Mollaro, ed è costituita da una diga a gravità in calcestruzzo, a soglie tracimabili, alta 42,50 m, con lunghezza di coronamento di 100 m a quota 349 m s.l.m. La diga crea un serbatoio artificiale della capacità di 850.000 m³ utili, con quota massima di regolazione pari a 348,00 m s.l.m.

Nel serbatoio confluiscono direttamente le acque del Noce, scaricate dalla centrale di Taio o dalla diga di Santa Giustina, e quelle del rio Tresenga, deviate nel serbatoio stesso.

Partendo dalla sponda destra, la diga è dotata di una paratoia a settore, ad azionamento automatico, quale scarico di superficie, di tre grandi paratoie piane a comando oleodinamico sui tre scarichi d’alleggerimento e d’altre due sugli scarichi di fondo.

L’opera di presa è in sponda sinistra ed è costituita da tre bocche dotate di griglie e paratoie a comando manuale: l’imbocco della galleria di derivazione, con soglia di presa a quota 335,50 m s.l.m. è intercettato da altre paratoie con comando oleodinamico. L’imbocco è preceduto da una vasca dissabbiatrice, con fondo a tramoggia opportunamente pendente verso la luce di scarico.

In sponda sinistra, in zona sovrastante il serbatoio ed adiacente alla strada statale della Val di Non, c’è un edificio civile ove risiede il personale di guardiania. Da quest’edificio la diga è raggiungibile tramite una serie di scale alla marinara, affiancate da un piano inclinato per il trasporto di materiali.

L’opera di sbarramento sul torrente Tresenga è costituita da una traversa ad arco in calcestruzzo, di sezione trapezia, alta 9,30 m e dotata di paratoia di scarico a comando manuale. Una breve galleria scaricatrice consente di by - passare la traversa. L’opera di presa è protetta da griglia ed immette in una galleria in pressione, lunga 447 m, che porta al serbatoio di Mollaro.

L’opera d’adduzione principale è una galleria in pressione, con sezione di 20 m² e lunga 9.123 m; essa è capace di una portata massima di 60 m³/s che potrebbero salire ad 80 m³/s se fosse installata la terza condotta per cui l’impianto è già predisposto.

La galleria ha due importanti ponti canale con strutture portanti e tubazioni in cemento armato, del diametro interno di 5 m, in corrispondenza degli attraversamenti dei torrenti Pongaiola e Rinassico alle progressive 2.000 e 4.000 circa. I ponti canale sono muniti di passo d’uomo e di scarico di fondo.

Alla progressiva 7.350, la galleria è munita di dissabbiatore Dufour (studiato appositamente per quest’impianto) e del relativo scarico dell’acqua di lavaggio, realizzato in corrispondenza di una delle finestre in località Maso Oliva.

Le opere di sbarramento sui rii sussidiari Mollaro, Pongaiola e Rinassico sono traverse in muratura, sfioranti, affiancate da una bocca di presa ed una di sghiaiamento, ciascuna dotata di paratoia a comando manuale. La presa, protetta da una griglia, è seguita da una vasca di decantazione, a ciglio sfiorante, pure dotata di paratoie di scarico. La sola derivazione del rio Pongaiola è dotata pure di vasca dissabbiatrice, con ciglio sfiorante e scarichi di fondo.

Al termine della galleria d’adduzione principale vi è un pozzo piezometrico, a valle del quale iniziano due condotte forzate in parallelo; il pozzo è predisposto per l’eventuale montaggio di una terza condotta forzata.

Le due condotte sono tubazioni d’acciaio chiodato, del diametro di 2,6 m e lunghe 120 m, posate all’aperto. Ciascuna condotta è intercettata in testa da una valvola a farfalla a chiusura automatica per sovravelocità dell’acqua ed è dotata di una valvola di rientro dell’aria.

All’esterno dell’edificio della Centrale si sviluppa la stazione di trasformazione, nella quale sono installati cinque trasformatori elevatori, di cui 2 da 10/143 kV e 18 MVA, uno da 10/151 kV e 23 MVA, uno a quattro avvolgimenti da 135/65/10/11,5 kV e 24/24/24/7 MVA ed uno (a tre avvolgimenti) di riserva. Ciascun trasformatore è completo delle relative apparecchiature ad alta tensione (interruttori, sezionatori, trasformatori di corrente).

La centrale idroelettrica in 3D

La centrale idroelettrica in 3D

Scheda tecnica

Via Cesare Battisti 60 - 38016 Mezzocorona (TN)
ANNO DI ESERCIZIO
1929
POTENZA INSTALLATA
54 MW
PRODUCIBILITÀ MEDIA
209,67 GWh
TIPO IMPIANTO

L’impianto

L’impianto fa parte dell’asta idroelettrica del Noce tra i comuni di Revò (TN) e Mezzacorona (TN) e comprende gli impianti di Taio - Santa Giustina e Mezzacorona.

DETTAGLI

Acque utilizzate: Noce, Tresenga, Mollaro, Pongaiola, Rinassico

Tipo di impianto: a bacino giornaliero, regolato dal serbatoio dell’impianto di Taio-Santa Giustina

Personale e controllo operativo

Personale operativo
14 (1 responsabile, 1 vice responsabile, 2 tecnici, 10 manutentori) 
Controllo operativo e trasimissione dati
la conduzione dell’impianto avviene tramite il Centro Manovra di Bolzano

Presidio dell'impianto
2 guardiani della diga di Mollaro