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Un'Italia sempre più innamorata della palla ovale

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Un'Italia sempre più innamorata della palla ovale

"Nel rugby si gioca con un avversario, non contro un avversario": la frase è attribuita a Thomas Arnold, rettore della Rugby School nella prima metà dell'800.
E, anche a distanza di secoli, certi valori resistono nel tempo: umiltà, spirito di abnegazione, rispetto dell'avversario. Il tutto condito da una straordinaria forza d'animo.


Un'azione di gioco durante Italia-Galles al 6 Nazioni

Avversari in campo, amici fuori

Il rugby, in Italia, sta conquistando fette di pubblico crescenti: gli spalti, oramai, sono gremiti anche di famiglie e bambini.
Attratti dal suo spirito aggressivo e cavalleresco allo stesso tempo.

Il rugby è uno sport di combattimento, ma profondamente leale 

Il rugby è uno sport di combattimento, ma profondamente leale: anche il contatto duro e il dolore fisico hanno un valore educativo. Ma quegli stessi atleti (professionisti o dilettanti poco importa), che in campo se ne danno di santa ragione, una volta fuori diventano fratelli.
"Il rugby è un’ora e venti di battaglia che può cementare amicizie per tutta una vita": stavolta a parlare è Henri Garcia, giornalista francese di lungo corso e grande conoscitore della palla ovale.
 

Gomito a gomito, uniti nella mischia

La mischia, probabilmente, è uno dei momenti clou di una partita di rugby. Uno di quelli che più si è affermato nell'immaginario collettivo.

Una mischia durante Italia-Galles al 6 Nazioni

La mischia è organismo compatto, unione di respiri, fatica, forza e determinazione, qualcosa che trascende l’individuo e ne moltiplica energia e potenziale. Ogni giocatore sente fisicamente la vicinanza dei propri compagni, vi si appoggia e li sostiene allo stesso tempo, cercando di non cedere, di avanzare, un centimetro alla volta.

La mischia è unione di respiri, fatica, forza e determinazione

E' in questo frangente che i compagni di squadra debbono compattarsi e fare fronte comune contro gli avversari per arginare la loro spinta contrapposta.
Mai come nella mischia il rugby rivela la sua natura di sport di squadra, dove il collettivo prevale sull'individuo: a vincere è la squadra, la sua capacità di rimanere coesa e affiatata.
La solidarietà e il senso di appartenenza, prima ancora del talento personale.
 

Una passione genuina e "maledetta"

Migliaia di appassionati vivono il rugby come una passione spontanea, genuina, maledetta: in nome della palla ovale sono disposti a sacrificare ferie e fine settimana, affrontare trasferte su strade impervie a bordo di pullman malandati, rischiare su campi improponibili infortuni che possono costare giorni preziosi di studio e di lavoro.
Ed è questa passione sconfinata, questi valori di lealtà e dedizione che hanno spinto Edison, oramai dieci anni fa, a interessarsi sempre più della palla ovale.
In questi anni abbiamo sostenuto numerosi progetti per portare il rugby nelle scuole e nelle carceri, come Progetto Scuola o Il senso di una meta.
 

Edison in campo con l'Italia del rugby

Poi c'è la sponsorizzazione, per il decimo anno, della Nazionale Italiana di Rugby, che domenica scorsa, all'Olimpico di Roma, ha debuttato al Sei Nazioni sotto gli occhi del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: è la prima volta che un Capo dello Stato segue un match della competizione.

Edison sostiene la Nazionale Italiana di rugby

Segno che il rugby è divenuto importante nella vita di questo paese: nei momenti felici, come la storica vittoria di novembre contro il Sudafrica; ma anche in quelli tristi, come la prematura scomparsa, nel 2015, di Jonah Lomu, leggenda degli All Blacks neozelandesi il cui ricordo è indelebile per milioni di tifosi, in Italia e nel mondo.

Perché i rugbisti, come recita un vecchio adagio, non muoiono: semplicemente passano la palla.