L’energia dalla casa all’auto

Una casa semplice e un’automobile indipendenti dalle reti energetiche: è l’innovazione dei ricercatori del laboratorio di Oak Ridge (Tennessee, Stati Uniti) che lavorano al progetto AMIE (Additive Manufacturing Integrated Energy).

La casa è ricoperta di pannelli solari e immagazzina l’energia non utilizzata in una batteria. L’automobile, semi-autonoma, è un’ibrida gas-elettricità. La sua batteria può commutarsi su quella della casa e viceversa. Entrambi sono state realizzate con una stampante 3D. Roderick Jackson, il ricercatore che ha diretto questo inedito progetto, ci svela i dettagli.

Una casa semplice e un’automobile indipendenti dalle reti energetiche.

In cosa consiste il progetto Amie?

Il team dell’Oak Ridge National Laboratory ha collaborato con diversi partner industriali per costruire un veicolo ibrido gas-elettrico collegato a un’abitazione alimentata ad energia solare. Grazie a una tecnologia di trasmissione wireless sviluppata nel nostro laboratorio, l’elettricità può circolare dall’automobile alla casa e viceversa. Il flusso di energia è controllato in maniera intelligente da un algoritmo elaborato nel nostro laboratorio. Quando è necessario, la batteria dell’automobile fornisce energia alla casa e viceversa. Nelle giornate poco soleggiate che impediscono la ricarica delle batterie, la casa è alimentata dall’energia elettrica classica. Per la progettazione abbiamo utilizzato una stampante 3D che ci ha permesso di raggiungere due obiettivi: dimostrare la fattibilità della nostra idea; andare oltre i vincoli architettonici classici creando forme nuove.  

Lei parla di una "relazione simbiotica" tra l'automobile e l'abitazione. Cosa intende?

AMIE è concepito come un organismo vivente. Il nostro corpo si autoregola, sa in quale momento è necessario inviare sangue alle diverse parti del corpo. AMIE fa la stessa cosa, coordinando il flusso di energia attraverso un computer e una serie di algoritmi. Nell’era della propulsione elettrica, l’automobile e l’abitazione condivideranno la stessa energia. In media, un veicolo rimane inutilizzato più del 90% del tempo. La nostra idea era trovare un modo per integrarlo alla rete elettrica, per stabilire una sinergia tra i due principali sistemi energivori della nostra vita quotidiana.

A chi si rivolge Amie? Il concetto potrebbe essere adattato, per esempio a livello di un quartiere?

AMIE si rivolge a tutti coloro che potrebbero trarre vantaggio da questa relazione simbiotica, a cominciare dagli oltre due miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso regolare all’energia elettrica. Questo sistema potrebbe creare microreti elettriche autonome. Volevamo anche rivolgerci al settore edile, per far conoscere le possibilità offerte dalla stampa 3D su vasta scala, ma anche al settore dell’energia, al quale forniamo la dimostrazione di un sistema integrato. Non si tratta di una risposta definitiva, quanto piuttosto di una scintilla che può innescare una soluzione.

Negli Stati Uniti Amie è stato presentato al pubblico in diverse occasioni. Quali sono state le relazioni? Tra quanto tempo un simile concetto potrebbe diventare realtà?

Abbiamo ricevuto un feedback globalmente molto positivo. La gente si rende conto che un tale concetto e i principi che sottende stanno diventando realtà. Il punto non è tanto sapere se il nostro modo di vivere cambierà, bensì sapere quando e come questo avverrà. Pensiamo a quello che è successo con le telecomunicazioni e l’avvento del telefono, dalle prime linee fisse fino alla telefonia mobile attuale. La stessa cosa avverrà con l’energia.

La soluzione finale non sarà un’applicazione in senso stretto di AMIE, ma un qualcosa che deriverà da AMIE, che può essere nel campo della trasmissione di energia senza fili tra la casa e il veicolo, la costruzione di edifici senza detriti grazie alla stampa 3D o la creazione di microreti. AMIE è un inizio, non una fine.

Fonte: EDF Pulse

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