Le miniere dell’energia rinnovabile

Le miniere, luogo fisico e simbolico di un modo ormai superato di produrre energia, indissolubilmente legato ai combustibili fossili, sono ormai destinate a scomparire.

Lo sviluppo delle rinnovabili, il cammino verso la decarbonizzazione, l’esaurimento della vena mineraria, hanno fatto sì che molti distretti minerari venissero abbandonati, rendendoli disponibili a nuovi usi. Alcuni sono diventati patrimonio dell’umanità (per esempio, la miniera di carbone di Bois du Cazier, in Belgio, o le miniere di Rammelsberg, in Germania), altri sono stati trasformati in attrazioni turistiche (come l’ex miniera di sale di Salina Turda, in Romania). Altri ancora, quelli per noi più interessanti, si preparano a vivere - o stanno già vivendo - una seconda vita, questa volta all’insegna delle rinnovabili. Una sorta di riscatto per le miniere abbandonate, che si fanno punto d’incontro tra due mondi diametralmente opposti: l’industria del carbone e dei combustibili fossili e il settore delle fonti rinnovabili. Ma anche una soluzione per trasformare le aree dismesse in nuovi luoghi dell’energia
I progetti di riqualifica delle vecchie miniere sono molti, e di diverso tipo; alcuni sono già stati realizzati, altri sono ancora in fase di realizzazione. Vediamone qualcuno.

KENTUCKY, UNA MINIERA DI CARBONE DIVENTERÀ IL PIÙ GRANDE PARCO SOLARE DEL PAESE

KENTUCKY, UNA MINIERA DI CARBONE DIVENTERÀ IL PIÙ GRANDE PARCO SOLARE DEL PAESE

Uno dei progetti più importanti è stato annunciato di recente da EDF Renewable Energy (società controllata dal gruppo EDF, di cui anche Edison fa parte), in collaborazione con la Berkeley Energy Group. L’obiettivo è trasformare due miniere a cielo aperto in un enorme parco solare, in grado di produrre fino a 100 MW di energia. Il territorio interessato è il Kentucky, paese tradizionalmente legato a livello economico al carbone. Il progetto è particolarmente interessante perché rappresenterebbe per le comunità della zona un’importante opportunità per staccarsi dal carbone e cominciare a costruire un’economia basata sulle rinnovabili e sul solare, settore sicuramente più redditizio.

AUSTRALIA, UNA MINIERA D’ORO AL SERVIZIO DELL’ENERGIA RINNOVABILE

AUSTRALIA, UNA MINIERA D’ORO AL SERVIZIO DELL’ENERGIA RINNOVABILE

Nel Queensland, in Australia, si vuole convertire una miniera d'oro abbandonata in un grande impianto di stoccaggio di energia rinnovabile. Il Kidston Pumped Storage Hydro Project prevede la costruzione di una centrale idroelettrica di pompaggio nel sito minerario di Kidston. L’impianto funzionerebbe come un sistema a circuito chiuso che travaserà acqua da un serbatoio superiore a quello inferiore, e sarebbe in grado di fornire l’elettricità sufficiente a coprire il fabbisogno di più di 100.000 case.

GERMANIA, UNA MINIERA DI LIGNITE È UNO DEI PARCHI FOTOVOLTAICI PIÙ ESTESI AL MONDO

GERMANIA, UNA MINIERA DI LIGNITE È UNO DEI PARCHI FOTOVOLTAICI PIÙ ESTESI AL MONDO

Una superficie immensa, dove prima sorgeva una miniera di lignite, ospita adesso uno dei parchi solari più grandi del pianeta: un’estensione di 352 ettari, 636 mila moduli fotovoltaici, 150 MW di potenza. Risultato: energia pulita per più di 67 mila famiglie.
In più, l’utilizzo dell’intera superficie dell’ex miniera ha consentito di riqualificare un’area dismessa e creare centinaia di posti di lavoro a livello locale.

ITALIA, UN’EX AREA MINERARIA DIVENTA UN GRANDE PARCO FOTOVOLTAICO PUBBLICO

ITALIA, UN’EX AREA MINERARIA DIVENTA UN GRANDE PARCO FOTOVOLTAICO PUBBLICO

Anche in Italia si è pensato di sostenere la produzione di energia rinnovabile recuperando le ex aree minerarie. In provincia di Arezzo, quella che una volta era la miniera di Santa Barbara è stata trasformata nel più grande impianto fotovoltaico pubblico della Toscana. Il parco, inaugurato nel 2011, si è ampliato nel corso degli anni: oggi conta tre impianti, posti uno accanto all’altro nell’ex area mineraria e produce energia elettrica pulita per circa 20 mila persone.

L’industria del carbone è ormai in declino. Secondo le stime dell'Institute for Energy Economics and Financial Analysis, le nuove regole sulle emissioni degli inquinanti, varate lo scorso 28 aprile dall’UE, potrebbero portare alla chiusura oltre 100 centrali a carbone in tutta Europa. Quelli che una volta erano dei fruttuosi distretti minerari stanno già cercando una seconda vita. Convertire le ex miniere sarebbe un metodo virtuoso per riqualificare le aree dismesse e creare nuovi posti di lavoro nel settore energetico, per costruire un futuro ad energia pulita proprio a partire da dove, una volta, si estraevano combustibili fossili.