In Gran Bretagna un giorno di elettricità senza carbone

In Gran Bretagna è accaduta una piccola rivoluzione: per un’intera giornata (quella dello scorso 21 aprile) non si è bruciato neppure un grammo di carbone.

Per produrre l’elettricità necessaria, si è fatto ricorso a un mix di fonti rinnovabili: metano, nucleare, eolico, fotovoltaico e biomasse. Per capire la portata di questo evento, basti pensare che per la Gran Bretagna (primo Paese nella storia a usare il carbone per l’elettricità) è la prima volta dalla Rivoluzione industriale che il combustibile fossile per eccellenza non viene utilizzato: a conti fatti, si tratta di circa 140 anni! 
Dieci anni fa, non sarebbe stato possibile immaginare un giorno senza carbone. Eppure, il sistema energetico britannico si sta trasformando, muovendosi sempre più in direzione delle fonti rinnovabili. Un percorso confermato dai fatti: a dispetto del clima non particolarmente soleggiato, la Gran Bretagna può contare su un sistema di pannelli solari che garantisce al paese la stessa potenza di sette reattori nucleari; nel 2015, il ministro per l’Energia ha annunciato l’abbandono graduale del carbone e la chiusura delle centrali entro il 2025; nel 2016, l’eolico ha superato il carbone per la produzione di energia elettrica; ad oggi, la Gran Bretagna è leader globale nel settore delle turbine eoliche offshore.

Quali sono i segnali che provengono dagli altri paesi? In tutto il mondo, l’abbandono del carbone procede a ritmo serrato: tra il 2015 e il 2016 si è registrato un record di dismissioni per quanto riguarda la potenza installata a carbone: 64 GW in meno, pari alla produzione di circa 120 grandi centrali. Il 2016, in particolare è stato l’anno della conferma, a livello internazionale, della strategia scelta per costruire un’economia priva di carbonio. In occasione della 22esima Conferenza delle Parti (COP 22), i 196 Paesi intervenuti si sono impegnati a rafforzare i propri sforzi con il “Proclama di Marrakech”: una risposta collettiva all’emergenza dell’aumento del riscaldamento globale
La Cina sta consistentemente riducendo la sua dipendenza dal più inquinante dei combustibili fossili e ha deciso di bloccare la realizzazione di numerose nuove centrali a carbone; l’India ha annunciato un piano da 3 miliardi di dollari a favore del solare; in Europa, le imprese produttrici di energia della quasi totalità dei Paesi dell’Unione hanno annunciato che, a partire dal 2020, non investiranno in nuove centrali a carbone.
In questo contesto, Edison è in sintonia con gli obiettivi di decarbonizzazione definiti a livello internazionale: produce energia elettrica attraverso centrali termoelettriche con elevate performance di sostenibilità ambientale e attraverso fonti rinnovabili come l’eolico, l’idroelettrico e il solare. 

I tempi per una transizione energetica sembrano essere finalmente maturi: una buona notizia per il nostro pianeta.