STORIE DI ENERGIA E INNOVAZIONE.

E’ italiano il primo sharing di attrezzatura sportiva

Start up |

E’ italiano il primo sharing di attrezzatura sportiva

Quando conduci un’analisi di mercato che ti mostra come il settore di riferimento abbia un valore potenziale di 25 miliardi, cosa fai?

Piercarlo Mansueto, 23enne barese, ha fondato una startup. La seconda a dire il vero.

Il settore in questione è quello del noleggio di attrezzatura sportiva outdoor nel quale i praticanti crescono del 54% ogni anno.

La start up è Sharewood, vincitrice dell’edizione 2016 del premio Edison Pulse, che vuole essere l’Airbnb dell’attrezzatura sportiva.

“Il meccanismo è quello classico della condivisione” spiega Piercarlo. “Possiedi una bici, un paio di sci, una tavola da surf che sei disposto a prestare a qualcun altro? Ti registri, descrivi il tuo oggetto e fai il prezzo per il noleggio. Chi è interessato può entrare in contatto con te per mettersi d’accordo su modalità e luogo dello scambio. Feedback e commenti fanno il resto, e Sharewood garantisce in caso di danni”.

In Europa non esisteva ancora nulla del genere e il progetto ha preso piede su scala internazionale.

 

Per Sharewood arrivano premi e finanziamenti dal Comune di Milano, da business angels e da Israele, Portogallo e Finlandia.

I primi però sono arrivati dal premio Edison Pulse, contest per startup che premia le idee maggiormente innovative, che possono contribuire allo sviluppo del Paese.

 

“Edison Pulse non è solo un premio ma un vero e proprio percorso tenuto da figure altamente professionali, con le quali c'è stato modo di dialogare e approfondire tematiche rilevanti per il nostro business in maniera seria e precisa. In Italia è difficile trovare un approccio del genere. Grazie al periodo di incubazione sono state strette belle relazione e poste le basi per future collaborazioni”.

Racconta il fondatore di Sharewood adesso impegnato nell’internazionalizzazione della start up. “Abbiamo vinto 100K in servizi da uno dei più importanti acceleratori sportivi al mondo: Vertical Accelerator. Adesso siamo in Finlandia, esattamente a Helsinki, dove abbiamo già conosciuto buona parte del network locale attirando l'attenzione di molti investitori Finlandesi, siamo stati selezionati per pitchare difronte a FIBAN (il network più importante di investitori finlandesi e nord Europei, dal quale è molto difficile esser selezionati) con i quali stiamo parlando di un round di 350K.

Siamo stati convocati in varie nazioni d'Europa per pitchare e raccogliere altri fondi, sono appena tornato dal Portogallo e dalla Germania, domani andrò in Olanda, lunedì FIBAN. Nel mentre abbiamo lanciato anche una campagna di equity crowdfunding su crowdfundme.it con obiettivo 75.000 euro e in pochi giorni abbiamo quasi raccolto 20.000 euro.

Questi fondi ci servono per continuare ad esser indipendenti e crescer ancora più veloci, non possiamo fermarci neanche un giorno.

Tutto questo, onestamente, grazie al mio fantastico team e soprattutto a Edison. Senza la prima tranche erogata non avremmo potuto intraprendere parte di queste attività, pensa solo ai viaggi per presentarmi o mantenere il team in Finlandia. A breve lanceremo il nostro servizio partendo da Helsinki e nei budget destinati al marketing sia del mercato italiano che finlandese, i fondi Edison avranno un peso decisivo, i futuri che raccoglieremo permetteranno di consolidarli e spostarsi in altri mercati.

Abbiamo settato un piano d'azione molto preciso e che ci permetterà una veloce scalata. Prevediamo, a fine 2017, di esser attivi in Italia, Finlandia, Svezia, Norvegia”.

 

Sharewood è un’idea innovativa e giovane che ha iniziato un importante processo di crescita e consolidamento, per questo abbiamo chiesto a Piercarlo di dare un consiglio a chi vuole intraprendere la stessa strada.

“Creare un team multidisciplinare, con esperienza vera ed eterogeneo in termini di provenienza (Europa) ed età, determinato e che conosca le parole passione e sofferenza. Adesso abbiamo membri finlandesi e russi e a breve assumeremo altri due finlandesi.

Ah ecco, ci avete permesso di ampliare il team, quasi dimenticavo”.