Controllo e rischi

Il Comitato per il Controllo e Rischi è composto da quattro membri, tutti amministratori non esecutivi, di cui due indipendenti. Ne sono componenti dal 22 marzo 2016: Beatrice Bigois nel ruolo di Presidente, Marie-Christine Aulagnon, Paolo Di Benedetto (indipendente) e Gian Maria Gros-Pietro (indipendente). Tutti i componenti possiedono esperienza in materia contabile e finanziaria o di gestione dei rischi.

Le prescrizioni del Codice di assicurare una maggioranza di amministratori indipendenti e la presidenza ad un indipendente, ovvero, ove la società sia controllata da altra quotata (come nel caso di Edison), la totalità degli amministratori indipendenti, non sono state osservate.



L’attuale composizione del Comitato è peraltro in linea con la raccomandazione del Codice che prevede che almeno un componente possieda una esperienza di natura contabile e finanziaria e di gestione dei rischi.  



Al Comitato per il Controllo e Rischi l’attuale Consiglio ha conferito le seguenti funzioni di natura consultiva e propositiva, che sono state integrate, in osservanza di una delle alternative suggerite nel 2015 dal Codice, attribuendo a detto Comitato anche la supervisione delle questioni di sostenibilità connesse all’esercizio dell’attività dell’impresa e alle sue dinamiche di interazione con tutti gli stakeholder:

  • valutare, unitamente al Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili e societari, sentiti il revisore legale e il collegio sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità con il bilancio consolidato e il trattamento contabile delle principali operazioni aziendali con particolare riferimento ai loro effetti sul reporting;
  • esprimere al Consiglio di Amministrazione il proprio parere sulle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e sul grado di compatibilità di tali rischi con una gestione dell’impresa coerente con gli obiettivi strategici individuati;
  • esprimere al Consiglio di Amministrazione il proprio parere sull'adeguatezza del sistema di controllo interno e del processo di gestione dei rischi: per tale compito il Comitato si avvale del contributo del Preposto al Controllo Interno (ora responsabile della funzione internal audit), figura che si identifica con il Direttore della Direzione Internal Audit;
  • esaminare il piano di lavoro della funzione Internal Audit e le relazioni periodiche predisposte dalla stessa anche in relazione al punto precedente, nonché i risultati delle relazioni di particolare rilevanza predisposte da detta funzione;
  • monitorare l’adeguatezza, l’efficacia, l’efficienza e l’autonomia della funzione Internal Audit;
  • possibilità di raccomandare alla funzione Internal Audit di verificare determinate aree operative dandone comunicazione all’amministratore incaricato  della gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi;
  • esprimere il proprio parere sulla nomina e revoca del responsabile della funzione Internal Audit e sull'adeguatezza delle risorse finanziarie assegnate allo stesso; a questo riguardo si precisa che il parere sulla nomina non è stato previsto come obbligatorio in quanto si è preferito, da un lato, lasciare maggiore discrezionalità al Consiglio di Amministrazione e, dall'altro, si è valutato che le procedure adottate dalla Società per la sostituzione dei soggetti chiave nell'organizzazione aziendale (tra cui, appunto, il Direttore Internal Audit) e la definizione della relativa remunerazione assicurano un processo di selezione e valutazione degli interessati sufficientemente approfondito e remunerazioni coerenti con le linee guida generali valutate dal Comitato per la Remunerazione;
  • esprimere pareri, su richiesta del Consiglio di Amministrazione o dell’amministratore incaricato di sovrintendere alla funzionalità del Sistema di controllo interno e gestione dei rischi, in merito ad aspetti specifici del sistema di controllo interno e all'identificazione e gestione dei principali rischi;
  • valutare, sentito il Collegio sindacale, i risultati esposti dal revisore legale nella relazione e nell'eventuale lettera di suggerimenti sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale;
  • svolgere gli ulteriori compiti assegnati dal Consiglio di Amministrazione;
  • riferire al Consiglio di Amministrazione, almeno semestralmente, in occasione dell’approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale, sull’attività svolta e sull’adeguatezza del Sistema di controllo interno o di gestione dei rischi;
  • supportare con adeguata attività istruttoria le valutazioni e le decisioni del Consiglio di Amministrazione relative alla gestione di rischi derivanti da fatti pregiudizievoli;
  • supervisionare le questioni di sostenibilità connesse all'esercizio dell'attività dell'impresa e alle sue dinamiche di interazione con tutti gli stakeholder.

Il Presidente del Consiglio di Amministrazione e l'Amministratore delegato hanno il diritto di assistere ai lavori del Comitato con mere funzioni consultive.

Alle riunioni del Comitato è regolarmente invitato, dallo stesso Comitato, il Presidente del Collegio Sindacale o altro sindaco, così da assicurare il flusso informativo e di segnalazioni raccomandato dal Codice nei confronti di tale organismo. Di norma alle riunioni sono invitati: il Chief Financial Officer, il General Counsel, il segretario del Consiglio di Amministrazione, il Risk Officer, il direttore Accounting & Tax, il direttore Planning, Control & Corporate Credit, il direttore Gas Midstream, Energy Management & Optimization e la Società di Revisione. Possono comunque essere invitati a partecipare, di volta in volta, altri amministratori, altri dipendenti ed esperti con funzioni consultive.

Il comitato è assistito, nell'organizzazione delle proprie riunioni, dalla Direzione Internal Audit. Il Responsabile della Direzione è segretario del Comitato. Il Comitato si riunisce almeno quattro volte all'anno.

Alla prima riunione il Presidente del Comitato informa il Consiglio di Amministrazione successiva delle decisioni assunte, anche nella forma di proposta al consiglio, in ordine alle materie di propria competenza.