Impegni e rischi potenziali

(in milioni di euro) 31.12.2010 31.12.2009 Variazioni
Garanzie personali prestate 1.379 1.527 (148)
Garanzie reali prestate 1.390 1.391 (1)
Altri impegni e rischi 580 530 50
Totale Gruppo 3.349 3.448 (99)

Il valore delle garanzie personali prestate, pari a 1.379 milioni di euro, è determinato sulla base dell’ammontare potenziale dell’impegno non attualizzato alla data di bilancio e comprende, tra l’altro, per 150 milioni di euro, le garanzie rilasciate a favore dell’Agenzia delle Entrate nell’interesse di società controllate per la compensazione del credito IVA e per la cessione infragruppo di crediti d’imposta. Per il residuo trattasi essenzialmente di garanzie rilasciate dalla capogruppo nell’interesse di società controllate e collegate per adempimenti di natura contrattuale.

A seguito della rinegoziazione del finanziamento della società partecipata Elpedison Power Sa, sono state estinte garanzie per 136 milioni di euro e ne sono state rilasciate di nuove per 40 milioni di euro.

Il valore delle garanzie reali, pari a 1.390 milioni di euro, rappresenta il valore alla data di bilancio del bene o del diritto dato a garanzia. Comprendono garanzie reali per debiti iscritti in bilancio, tra cui il pegno sulle azioni Edipower (1.078 milioni di euro) costituito a favore di un pool di banche a fronte del finanziamento concesso.

Le ulteriori garanzie reali prestate per debiti iscritti in bilancio, che si riferiscono essenzialmente a ipoteche e privilegi iscritti su impianti della Filiera Energia Elettrica a fronte di finanziamenti erogati, ammontano a 312 milioni di euro. Si segnala che nell’esercizio è stata accesa una ipoteca su un impianto idroelettrico a garanzia di un nuovo finanziamento bancario.

Gli altri impegni e rischi sono pari a 580 milioni di euro e comprendono essenzialmente gli impegni assunti per il completamento degli investimenti in corso in Italia e all’estero.

A commento di tale posta si segnala inoltre che:

  • in relazione all’approvvigionamento di certificati di CO2, Certified Emission Reduction (CERs)/ Emission Reduction Unit (ERUs), per il periodo 2008-2012 risultano sottoscritti da Edison Spa, per un impegno massimo di 55 milioni di euro, i seguenti contratti:
    - Emission Reductions Purchase Agreement (ERPA) per l’acquisto di CERs in Cina entro il 2013, pari a un impegno di 22 milioni di euro;
    - Management Agreement con EDF Trading Ltd (EDF Carbon Fund) per l’acquisto a prezzo fisso di CERs e ERUs entro il 2013, pari a un impegno di 29 milioni di euro;
    - Purchasing and Management Agreement con Natsource Asset Management Europe (Nat-CAP) per l’acquisto di CERs e ERUs entro il 2013, pari a un impegno di 4 milioni di euro;
  • con riferimento ai contratti di importazione di gas naturale a lungo termine, per i quali le clausole di take or pay prevedono l’obbligo per il compratore di pagare il quantitativo non ritirato rispetto a una soglia prefissata qualora i mancati prelievi siano dovuti a cause non previste nel contratto, a fine esercizio risultano iscritti tra gli anticipi alla posta “Altre attività” (nota 21) 91 milioni di euro e tra gli impegni 140 milioni di euro per importi ancora da liquidare alle controparti. L’aggiornamento dei profili di rischio e la recuperabilità economica sono verificati periodicamente nel corso dell’anno;
  • Edison Spa ha inoltre concesso:
    - a Cartiere Burgo Spa una call option sul 51% di Gever Spa esercitabile alla scadenza del contratto di somministrazione di energia elettrica e vapore da Gever stessa a Cartiere Burgo (entro il 2017), a un prezzo pari al pro-quota di patrimonio netto contabile della società ovvero 14 milioni di euro;
    - a Petrobras un’opzione a comprare la partecipazione detenuta in Ibiritermo esercitabile nel 2022;
  • in Edison Spa è iscritta per 16 milioni di euro un’obbligazione assunta in relazione a società dismesse in precedenti esercizi.

Impegni e rischi non valorizzati

I principali impegni e rischi non riflessi in quanto sopra esposto sono evidenziati nel seguito.

1) Nella Filiera Idrocarburi, sono in essere contratti di lungo termine per le importazioni di idrocarburi da Russia, Libia, Norvegia, Algeria e Qatar, quest’ultimo attivato nel corso del 2009, per una fornitura complessiva di 15,8 miliardi di mc/anno. Tali contratti hanno una durata compresa tra 1 e 24 anni. La seguente tabella fornisce il dettaglio temporale delle forniture del gas naturale in base ai ritiri minimi contrattuali:


U.M. entro 1 anno da 2 a 5 anni oltre 5 anni Totale
Gas naturale Miliardi di mc 14,8 67,4 190,7 272,9

Sempre in relazione all’importazione di gas naturale dei prossimi anni si segnala inoltre un accordo d’importazione dall’Algeria sottoscritto con Sonatrach a novembre 2006 (“Protocole d’accord”) per l’approvvigionamento di 2 miliardi di mc/anno di gas naturale attraverso il nuovo gasdotto da costruire tramite la partecipata Galsi Spa.

2) Con riferimento al contratto relativo al Terminale GNL Adriatico Srl, società di rigassificazione del gas naturale di cui Edison Spa possiede il 10% del capitale e le cui attività sono iniziate nel novembre del 2009, gli accordi prevedono:

  • l’obbligazione in capo a Edison di non trasferire la propria quota fino al 1° luglio 2011;
  • il diritto per gli altri azionisti di acquisire il 10% di proprietà di Edison nel caso la stessa interrompa il contratto di fornitura con RasGas, a un valore pari alla somma dei versamenti in conto capitale effettuati fino alla data dell’esercizio dell’opzione;
  • che Edison beneficia dell’80% della capacità di rigassificazione del terminale per un periodo di 25 anni, e la stima della fee annuale per la rigassificazione è di circa 100 milioni di euro.

Relativamente alla quota da pagare per la rigassificazione, il rischio di Edison è limitato alle seguenti situazioni:

  • per causa di forza maggiore relativamente alla catena (upstream e midstream) del GNL, Edison ha il diritto di recedere dal contratto di rigassificazione corrispondendo un ammontare che non ecceda la quota di rigassificazione dovuta per tre anni;
  • per causa di forza maggiore del Terminale GNL Adriatico, Edison non è più tenuta a corrispondere la quota di rigassificazione e può chiudere l’accordo di rigassificazione dopo 36 mesi senza effettuare alcun pagamento;
  • in caso di guasto del terminale e non dovuto a cause di forza maggiore, Edison non corrisponderà alcuna quota di rigassificazione.

Inoltre Edison riceverà per i danni subiti una indennità dal fornitore RasGas, che comprende anche la quota di rigassificazione, secondo le circostanze previste dal contratto.

3) Nella Filiera Energia Elettrica, si evidenzia che, in conseguenza della cessione del 51% di Dolomiti Edison Energy Srl a terzi, gli accordi stipulati con la controparte prevedono un’opzione call a favore di Edison esercitabile esclusivamente nel caso in cui entro il 31 marzo 2018 non vi sarà la proroga della concessione idroelettrica esercita dalla società.

Infine si segnala che nell’ambito degli accordi che legano i partecipanti al Patto di Sindacato di Blocco e Consultazione di RCS Mediagroup, nel caso in cui sia promossa un’offerta pubblica di acquisto, il Partecipante che si sia avvalso della facoltà di recesso, sarà obbligato a vendere le azioni sindacate agli altri partecipanti. Gli acquirenti hanno il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare le azioni in proporzione alla percentuale di azioni apportate al Patto.

Stato delle principali vertenze giudiziarie e fiscali in corso al 31 dicembre 2010

Nel seguito vengono commentate le principali vertenze giudiziarie e fiscali in essere sulla base delle informazioni ad oggi disponibili separatamente per Edison Spa e per le altre società del Gruppo. Le vertenze giudiziarie sono suddivise tra quelle che possono dare luogo a passività probabili, per cui è stato possibile effettuare una stima attendibile della corrispondente obbligazione attesa con conseguente stanziamento di un fondo rischi a bilancio, e quelle che possono dare luogo a passività potenziali in dipendenza di eventi possibili, ma non probabili, ovvero probabili ma non quantificabili in modo attendibile, per cui viene esclusivamente fornita un’informativa nelle note di commento.

Per quanto riguarda le vertenze giudiziarie che possono dare luogo a passività probabili per le quali sussistono fondi rischi a bilancio si segnalano in particolare:

A) Edison Spa

Commissione Europea - Procedura antitrust relativa ad Ausimont

Si è svolta il 2 settembre 2010 l’udienza di discussione del procedimento relativo al ricorso presentato da Edison al Tribunale di Prima Istanza dell’Unione Europea contro la decisione provvisoriamente esecutiva della Commissione Europea che ha accertato un’infrazione dell’art. 81 del Trattato CE e 53 dell’Accordo SEE in relazione a un cartello nel mercato del perossido di idrogeno e suoi derivati, perborato di sodio e percarbonato di sodio, comminando a Edison un’ammenda di 58,1 milioni di euro, di cui 25,6 milioni di euro in solido con Solvay Solexis. Il ricorso è volto a ottenere l’annullamento o, in subordine, la riduzione della sanzione comminata. Nel corso del 2006 Edison ha provveduto a pagare in via provvisionale 45,4 milioni di euro, pari alla somma dell’intero importo dell’ammenda interamente a suo carico e a metà della sanzione comminata in solido con Solvay Solexis.

L’esito del giudizio è tuttora incerto. La sentenza dovrebbe essere emessa entro la fine del 2011.

Crollo della diga di Stava

Sono proseguite senza novità di rilievo le attività volte alla definizione dell’ultima vertenza tuttora pendente con un soggetto danneggiato in conseguenza del crollo dei bacini di Prestavel nel 1985.

Cause per danni dipendenti dall’esercizio di impianti chimici apportati in Enimont

Stabilimento di Cesano Maderno - Causa civile verso i coinsediati

E’ proseguito senza novità di rilievo il contenzioso, pendente davanti al Tribunale di Milano, tra Bracco Imaging (già Dibra), Syndial (già EniChem) e Edison (già Montecatini), relativo al risarcimento del danno dipendente dalla vendita, effettuata da Montecatini, di parte dello stabilimento di Cesano Maderno, già sospeso in attesa della definizione di una controversia da cui dipendeva la decisione della causa.

Stabilimento petrolchimico di Porto Marghera - Cause civili conseguenti alla definizione del Processo penale per lesioni da esposizione a cloruro di vinile monomero e per danni all’ambiente

Sono proseguite senza novità di rilievo le fasi introduttive delle cause avviate contro Edison, avanti il Tribunale e la Corte di Appello di Venezia, da alcune parti civili del processo penale per lesioni da esposizione a cloruro di vinile monomero e per danni all’ambiente relativo allo stabilimento petrolchimico di Porto Marghera, tra cui il Comune, la Provincia di Venezia, la Regione Veneto e alcune associazioni, per il risarcimento dei danni e per la rifusione delle spese legali conseguenti al predetto processo penale.

Stabilimento petrolchimico di Mantova - Procedimento penale per lesioni alla salute e per danni all’ambiente

Nel procedimento penale pendente avanti il Tribunale di Mantova contro alcuni ex amministratori e dirigenti di Montedison Spa (ora Edison) relativo agli asseriti danni alla salute dei lavoratori (ex dipendenti Montedison) provocati da esposizione degli stessi a benzene e amianto nel locale stabilimento petrolchimico fino al 1989, il giudice per l’udienza preliminare ha disposto l’archiviazione per tre degli indagati e il rinvio a giudizio per gli altri.

Richieste di risarcimento danni per esposizione ad amianto

Nel corso degli ultimi anni si è assistito ad un importante aumento del numero delle richieste di risarcimento danni in relazione alla morte o malattia di lavoratori asseritamente causate dall’esposizione degli stessi a diverse forme di amianto presso stabilimenti già di proprietà di Montedison Spa (ora Edison) o relative a posizioni giuridiche acquisite da Edison a seguito di operazioni societarie. Impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità di tali richieste, considerati i tempi di latenza delle malattie connesse all’esposizione a diverse forme di amianto e le attività industriali, anche pregresse, esercite dalla società e dal Gruppo, specie nel settore chimico, l’ampia diffusione territoriale di esse e le tecnologie impiantistiche impiegate, avuto riguardo al tempo in cui tali attività vennero svolte e al relativo stato dell’arte, pur nel pieno rispetto della normativa allora vigente, non si può escludere che emergano nuove legittime richieste di risarcimento, in aggiunta a quelle per cui sono già in corso vari procedimenti civili e penali.

Azionisti di risparmio/UBS: impugnazione della delibera di fusione di Edison in Italenergia e domanda di risarcimento del danno

Nell’ambito della vertenza avviata da UBS AG e dal rappresentante comune degli azionisti di risparmio contro Edison, Italenergia Spa e altri insorta in merito alla fusione tra Edison e Italenergia Spa, vertenza sulla quale si pronunciò il Tribunale di Milano con sentenza del 16 luglio 2008 e definita transattivamente con UBS AG nel giugno del 2009, la società sta valutando la posizione di taluni azionisti di risparmio che, non avendo esercitato azioni giudiziarie né posto in essere atti da cui possano derivare effetti giuridici di sorta, hanno tuttavia avanzato richieste risarcitorie.

Sesto Siderservizi - Bonifica Aree Concordia Sud

In data 8 aprile 2010, nell’ambio di un più ampio accordo transattivo concluso tra Edison e Falck, quest’ultima si è obbligata, promettendo e garantendo il fatto della propria società controllata Sesto Siderservizi ai sensi dell’art. 1381 cod. civ., a rinunciare agli atti e all’azione in relazione al procedimento nel quale la società Sesto Siderservizi aveva convenuto Edison (quale incorporante di Termica Narni Spa) avanti il Tribunale di Milano per ottenere il rimborso di parte dei costi sostenuti per la bonifica delle aree denominate Concordia Sud, site nel Comune di Sesto San Giovanni, e Edison aveva svolto domande di manleva nei confronti di Falck. Per effetto dell’accordo transattivo, a saldo e stralcio di ogni reciproca pretesa fatta valere dalle parti, Edison ha corrisposto a Sesto Siderservizi l’importo di 2,4 milioni di euro.

Stabilimento Industria Chimica Saronio Spa - Comuni di Melegnano e Cerro al Lambro

Sono stati proposti ricorsi in appello avanti al Consiglio di Stato contro le sentenze del 16 luglio 2009 con le quali il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia ha rigettato i ricorsi proposti da Edison contro due ordinanze contingibili ed urgenti emesse dai Comuni di Cerro e Melegnano, con le quali è stato intimato alla società di porre in essere gli interventi necessari ad evitare che la contaminazione, derivante da un sito dismesso negli anni ’60 e già di proprietà dell’Industria Chimica Saronio Spa di cui Edison è avente causa, potesse migrare dalla falda superiore alle falde più profonde. Continuano i contatti con le amministrazioni ai fini dell’esecuzione dei sopracitati interventi di emergenza.

Farmoplant - Incidente del 1988 nello stabilimento di Massa

In data 30 marzo 2010 Edison ha raggiunto un accordo transattivo con la Provincia di Massa-Carrara, i Comuni di Massa e di Carrara, il Ministero dell’Ambiente e la Protezione Civile in relazione all’azione civile promossa contro Farmoplant (ora Edison) per il risarcimento dei danni conseguenti all’incidente occorso presso lo stabilimento Farmoplant di Massa nel 1988. Per effetto dell’accordo transattivo Edison ha corrisposto alle parti in causa l’importo complessivo di 3 milioni di euro circa a saldo e stralcio di tutte le pretese vantate contro di essa in relazione all’incidente. Una parte dell’importo corrisposto da Edison sarà a questa rimborsata fino alla concorrenza di circa 1,8 milioni di euro da SAI Fondiaria, società che all’epoca dei fatti aveva assicurato l’impianto.

Sito industriale di Spinetta Marengo

Edison ha formulato istanza di intervento volontario, successivamente accolta, nel procedimento di bonifica avviato ai sensi del D.M. 471/1999 da Ausimont Spa, ceduta nel 2002 a Solvay Solexis Spa, società del gruppo Solvay, in relazione allo stato di contaminazione del sito industriale di Spinetta Marengo, anche al fine di meglio tutelare le proprie ragioni. L’istanza di Edison ha fatto seguito alla richiesta di Solvay Solexis (attuale gestore del sito dopo l’incorporazione per fusione di Ausimont) avanti il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte di sospensione dell’efficacia e dell’annullamento degli atti amministrativi che impongono alla stessa obblighi di messa in sicurezza e di bonifica del predetto sito, nella parte in cui non identificano Edison come obbligato (o coobbligato) nel procedimento sopra citato. A seguito delle intese sopracitate Edison partecipa alle Conferenze di Servizio di volta in volta convocate.

Sito industriale di Bussi sul Tirino

Nell’ambito del procedimento di bonifica avviato ai sensi del D.M. 471/1999 da Ausimont Spa, ceduta nel 2002 a Solvay Solexis Spa, società del gruppo Solvay, in relazione allo stato di contaminazione del sito industriale di Bussi sul Tirino, Solvay Solexis e Solvay Chimica Bussi, la prima nella qualità di proprietaria del sito a seguito dell’incorporazione per fusione di Ausimont e la seconda nella qualità di attuale gestore dello stesso, hanno notificato a Edison una serie di ricorsi amministrativi avanti il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio - Roma nei quali, tra l’altro, si richiede la sospensione dell’efficacia e l’annullamento degli atti amministrativi che impongono loro obblighi di messa in sicurezza e di bonifica della predetta area, nella parte in cui non identificano Edison come obbligato (o coobbligato) nel procedimento sopra citato. Edison ha presentato memorie difensive nelle quali ha contestato in fatto e in diritto le deduzioni delle ricorrenti. Frattanto, nel procedimento penale avviato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pescara in relazione alle condizioni ambientali del predetto sito industriale e alle conseguenze sulle falde idriche destinate anche all’uso idropotabile, è proseguita l’udienza preliminare relativa alla richiesta di rinvio a giudizio per gli addebiti di avvelenamento delle acque e disastro che vede indagati, tra gli altri, alcuni ex amministratori e dirigenti di Ausimont e Montedison Spa (ora Edison).

B) Altre società del Gruppo

Insediamento Pizzo Sella e sequestro dei beni in Sicilia

Sono proseguite senza novità di rilievo: l’azione di accertamento negativo spiegata da Finimeg (ora Nuova Cisa), già controllante di Poggio Mondello, avanti l’autorità giudiziaria amministrativa per sentire dichiarare non opponibile a sé e alla Poggio Mondello la confisca per lottizzazione abusiva dell’insediamento edilizio di Pizzo Sella, disposta dalla Corte di Appello di Palermo e poi confermata dalla Corte di Cassazione nel dicembre 2001 (confisca comprendente anche gli immobili di proprietà della Poggio Mondello), nonché il giudizio di appello di pari oggetto contro la sentenza del Tribunale di Palermo che ha dichiarato il difetto di competenza del giudice adito (per essere questa del giudice penale) e ha rigettato le domande risarcitorie proposte da Finimeg (ora Nuova Cisa) nei confronti del Comune di Palermo.

Sono altresì proseguite, in vari gradi di giudizio, le cause intentate da alcuni acquirenti e promittenti acquirenti delle villette facenti parte dell’insediamento immobiliare oggetto del provvedimento di confisca penale relativo all’insediamento di Pizzo Sella, che hanno convenuto Edison, Finimeg (ora Nuova Cisa), Poggio Mondello e il Comune di Palermo per il risarcimento dei danni derivanti dalla confisca di tali beni immobili. In merito si segnala che in data 14 giugno 2010 la Corte di Appello di Palermo ha pronunciato un’ordinanza con la quale ha disposto la revoca della confisca di quattordici villette a suo tempo vendute da Poggio Mondello e facenti parte del predetto insediamento immobiliare a seguito dell’accertamento della buona fede e della diligenza degli acquirenti al momento dell’acquisto.

Multiutility/Edison Energia Spa

Nel processo pendente avanti il Tribunale di Milano, nel quale la società Multiutility Spa ha convenuto in giudizio Edison Energia Spa lamentando inadempimenti nell’ambito di taluni rapporti contrattuali intercorsi tra le due società nel periodo 2004-2006 per l’approvvigionamento all’ingrosso di energia elettrica, il giudice istruttore, dopo aver rigettato tutte le richieste istruttorie e le eccezioni di controparte, ha prorogato l’udienza di precisazione delle conclusioni al mese di ottobre 2011.

Montedison Srl - Area di Bussi sul Tirino

Nell’ambito dei procedimenti amministrativi avviati in relazione allo stato di contaminazione dell’area di proprietà di Montedison Srl, limitrofa al sito industriale in Bussi sul Tirino esercito da Ausimont Spa, ceduta nel 2002 a Solvay Solexis Spa (società controllata da Solvay Sa), sono proseguiti i contatti con l’ufficio del Commissario Delegato nominato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri volti a definire un’intesa relativa all’effettuazione di taluni primi interventi di messa in sicurezza di emergenza della stessa. Sono pure proseguiti, senza novità di rilievo, i due distinti ricorsi al Tribunale Amministrativo Regionale presentati da Montedison Srl, che non ha mai esercito alcuna attività sul sito, avverso gli atti del Commissario Delegato.

* * * * *

In merito allo stato delle principali vertenze giudiziarie relative a eventi riferibili al passato, in relazione ai quali esiste una passività potenziale in dipendenza di eventi possibili, ma non probabili, ovvero probabili ma non quantificabili in modo attendibile e per i quali gli esborsi monetari non sono ragionevolmente stimabili sulla base delle informazioni disponibili si segnala quanto segue:

Normativa in materia ambientale

Negli anni recenti, si è assistito ad un’espansione ed evoluzione della normativa in materia ambientale (da ultimo con il D. Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 “Norme in materia ambientale” e successive modifiche e integrazioni) e, per quanto qui interessa, più specificamente in tema di responsabilità per danni all’ambiente. In particolare, la circolazione e l’applicazione in vari ordinamenti del principio di internalizzazione dei costi ambientali (meglio noto con la locuzione “chi inquina paga”) hanno provocato l’introduzione di nuove ipotesi di responsabilità da inquinamento di tipo oggettivo (che prescinde dall’elemento soggettivo della colpa) e indiretto (dipendente da fatto altrui), rispetto alle quali pare assumere rilevanza anche un fatto precedente che faccia superare i limiti di accettabilità della contaminazione stabiliti nel presente.

In Italia, ciò sembra affermarsi nella pratica, tanto sul piano amministrativo, in conseguenza di una rigorosa applicazione delle disposizioni applicabili, quanto sul piano giudiziario, in particolare per effetto di una interpretazione severa delle norme penali e delle norme in materia di responsabilità civile, rilevanti in riferimento a fattispecie di danno all’ambiente.

Al riguardo, si segnala che sono pendenti, in diversi stati e gradi di giudizio, alcuni procedimenti avanti i giudici amministrativi avverso provvedimenti di amministrazioni dello Stato e locali, con cui sono state disposte attività di bonifica a carico della società relative tanto a siti industriali ceduti quanto a insediamenti produttivi tuttora in proprietà (in particolare centrali di generazione termoelettrica) peraltro contaminati da attività esercite in passato. Più in generale, impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità delle predette nuove ipotesi normative e la correttezza giuridica delle correlate pratiche applicative e interpretative, nondimeno, considerate le attività industriali, anche pregresse, esercite dalla società e dal Gruppo, specie nel settore chimico, l’ampia diffusione territoriale di esse e il loro impatto ambientale avuto riguardo al tempo in cui tali attività vennero svolte ed al relativo stato dell’arte, pur nel pieno rispetto della normativa allora vigente, non si può escludere che emergano, alla stregua del diritto attuale, nuove contaminazioni, in aggiunta a quelle per cui sono in corso procedimenti amministrativi e giudiziari, e che a tutte tali situazioni di contaminazione venga applicata la normativa vigente con quel rigore e quella severità sopra richiamati.

Peraltro, lo stato delle conoscenze e degli atti dei richiamati procedimenti non consentono alcuna stima della probabilità e della quantificazione di eventuali oneri.

A) Edison Spa

Stabilimento di Verbania/1 - Procedimento penale per lesioni da esposizione a polveri di amianto

Nel processo per lesioni da esposizione a polveri di amianto relativo allo stabilimento di Verbania, già di proprietà di Montefibre Spa, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dagli imputati, ex amministratori e dirigenti di Montefibre Spa, tra cui alcuni già amministratori e dirigenti di Montedison Spa (ora Edison) cassando con rinvio la sentenza della Corte di Appello di Torino che aveva condannato per omicidio colposo tutti gli imputati.

Stabilimento di Verbania/2 - Procedimento penale per lesioni da esposizione a polveri di amianto

È proseguita l’udienza preliminare nel processo penale iniziato a seguito della richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verbania, contro i medesimi imputati del procedimento di cui al precedente paragrafo, in relazione alla morte o malattia di ulteriori lavoratori asseritamente causate dall’esposizione degli stessi a diverse forme di amianto presso lo stabilimento di Verbania.

ACEA Concorrenza sleale

Non vi sono novità di rilievo da segnalare nel procedimento avviato da ACEA Spa e tuttora pendente in fase istruttoria avanti il Tribunale di Roma contro, tra gli altri, AEM Spa (ora A2A Spa), EdF Sa, Edipower Spa ed Edison Spa nel quale ACEA allega che, per effetto dell’acquisizione del controllo congiunto di Edison da parte di EdF e AEM, sarebbe stato violato il limite del 30% alla partecipazione di imprese pubbliche al capitale di Edipower, previsto dal d.p.c.m. 8 novembre 2000. Ciò configurerebbe un atto di concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598, n. 3, cod. civ., da cui sarebbero conseguiti danni per ACEA per i quali essa domanda la condanna di AEM (ora A2A) e EdF al risarcimento, oltre ai provvedimenti volti a eliminare gli effetti di tale atto (quali la dismissione proporzionale delle partecipazioni sociali eccedenti il predetto limite e l’inibizione al ritiro e all’utilizzo dell’energia prodotta da Edipower in eccesso a quanto consentito dal rispetto di esso).

Fusione Montedison ora Edison - Finanziaria Agroindustriale

Si è concluso con una sentenza che ha solo parzialmente accolto le domande proposte dagli attori, che non avevano aderito all’accordo transattivo concluso tra Edison e Mittel Investimenti Finanziari, il giudizio di appello avverso la sentenza emessa nel dicembre 2000 dal Tribunale di Genova nella causa promossa dalla Mittel Investimenti Finanziari e da altri soci della Finanziaria Agroindustriale contro Edison. Considerata anche l’esiguità degli effetti economici di detta sentenza, la società ha ritenuto di non proporre ulteriore gravame e, quindi, ha provveduto a liquidare il dovuto agli aventi diritto.

Cessione Tecnimont: procedura arbitrale Edison/Falck

In data 8 aprile 2010 Edison e Falck hanno sottoscritto un accordo transattivo che ha posto fine all’arbitrato avviato da Edison a seguito della mancata cessione a Falck della partecipazione totalitaria in Tecnimont Spa. Con l’accordo sono stati transatti tre altri contenziosi pendenti tra le parti e/o loro società controllate, relativi alle società Termica Lucchese e Termica Narni (incorporate in Edison successivamente all’acquisizione del gruppo Falck) e a un giudizio pendente avanti la Corte di Appello di Trieste promosso da Neviera Srl contro Edison e con chiamata in garanzia di Ecosesto Srl (società del gruppo Falck). Per effetto dell’accordo transattivo Falck ha corrisposto a Edison a saldo e stralcio 22,5 milioni di euro, di cui 15 milioni di euro a suo tempo già versati dalla stessa Falck a Edison quale acconto sul prezzo delle azioni Tecnimont, per le pretese vantate da Edison nel predetto arbitrato, nonché 2 milioni di euro per le pretese vantate da Edison contro Falck nel contenzioso relativo alla società Termica Lucchese. Contestualmente, Edison ha corrisposto a Sesto Siderservizi a saldo e stralcio l’importo di 2,4 milioni di euro per le pretese da quest’ultima vantate contro Edison nel contenzioso relativo alla società Termica Narni. Con riferimento, infine, al contenzioso pendente avanti la Corte di Appello di Trieste, Ecosesto Spa si è impegnata a tenere indenne Edison fino alla concorrenza di cinquecentomila euro nel caso di sentenza di condanna, verso l’obbligo di Edison, a seguito del ricevimento di tale importo, a manlevare Sesto Siderservizi da eventuali pretese di terzi.

Pagnan/Edison

Con sentenza depositata il 4 febbraio 2010, il Tribunale di Venezia ha rigettato la domanda presentata contro Edison con atto di citazione per chiamata di terzo dalla società Pagnan Spa, convenuta in un giudizio avviato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare e dal Ministero delle Infrastrutture per presunto danno ambientale cagionato nell’area della Darsena Canale sud in località Malcontenta, ubicata nella zona industriale di Porto Marghera.

Campo minerario off-shore “Vega” - Unità galleggiante “Vega Oil”

È proseguita l’udienza preliminare nell’ambito del procedimento avviato dalla Procura della Repubblica di Modica contro, tra gli altri, alcuni amministratori e dirigenti di Edison e relativo all’ipotesi di inquinamento asseritamente cagionato dal galleggiante “Vega Oil”.

Contenzioso Meraklon/Edison - Edison Energia Spa

È proseguito in fase istruttoria il giudizio avviato da Meraklon contro Edison Energia Spa e Edison Spa, nell’ambito del contratto di somministrazione di energia elettrica allo stabilimento di Meraklon di Terni e a seguito dell’opposizione da parte di Meraklon a un decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Milano nell’interesse di Edison Energia Spa per il recupero di crediti relativi a tale contratto. Nel corso del predetto giudizio Meraklon ha formulato nei confronti di Edison Energia Spa e Edison Spa (originaria controparte del sopracitato contratto di somministrazione) una serie di domande riconvenzionali relative a controversie in materia di somministrazione di energia elettrica, energia termica ed altre utilities tecniche al sito industriale di Terni.

Angelo Rizzoli/Edison ed altri

È proseguito nella fase introduttiva il giudizio avviato lo scorso 25 settembre 2009 dal dott. Angelo Rizzoli che ha convenuto in giudizio, avanti il Tribunale di Milano, Edison (quale avente causa di Iniziativa Meta Spa), insieme con RCS Media Group, Mittel e il signor Giovanni Arvedi, in relazione all’acquisto nel 1984 da parte di detti soggetti del controllo della Rizzoli Editore (titolare della testata giornalistica Corriere della Sera). È stata pure convenuta Intesa San Paolo. Allegando la violazione del divieto di patto commissorio relativamente ad un complesso di atti assai articolato e protratto nel tempo, l’attore domanda che venga accertata e dichiarata la nullità dei contratti che portarono al predetto acquisto e che i convenuti vengano condannati alla restituzione mediante pagamento dell’equivalente economico dei diritti e delle partecipazioni sociali oggetto di detti contratti, quantificato in una somma compresa tra seicentocinquanta e settecentoventiquattro milioni di euro, ovvero in quella da determinarsi in corso di giudizio, anche mediante consulenza tecnica; in via gradata l’attore chiede poi il risarcimento dei danni ovvero l’indennizzo per arricchimento senza causa.

Centrale di Torviscosa - Cooperativa Fabbri Meccanici a r.l/Edison

È proseguito il procedimento arbitrale avviato dalla Cooperativa Fabbri Meccanici a r.l., in concordato preventivo, contro Edison nel quale parte attrice ha chiesto la condanna di Edison al pagamento di circa novecentocinquantamila euro a titolo di pretesi crediti derivanti dall’esecuzione del contratto di appalto avente ad oggetto la costruzione di un fabbricato presso la centrale di Torviscosa e Edison ha domandato in via riconvenzionale la condanna della cooperativa al pagamento a proprio favore di circa cinquecentosessantamila euro.

Cartel Damage Claims - Ausimont: richiesta di risarcimento danni

Nel mese di aprile 2010 sono stati notificati ad Edison quattro atti di integrazione del contraddittorio da parte delle società Akzo Nobel Nv, Kemira Oyi, Arkema Sa e FMC Foret Sa chiamate in giudizio dalla società Cartel Damage Claims Hydrogen Peroxide Sa - una società di diritto belga specializzata in class actions - davanti al Tribunale di Dusseldorf per il risarcimento del presunto danno concorrenziale causato dai partecipanti al cartello nel settore della produzione e commercializzazione dei perossidi e perborati sanzionato dalla Commissione Europea nel 2006.

Edison è stata chiamata in giudizio visto il coinvolgimento di Ausimont nella procedura antitrust avviata dalla Commissione. Il processo è attualmente nella fase preliminare.

B) Altre società del Gruppo

Edison Energie Speciali Spa (Edens) - Arbitrato VSV Srl

Il procedimento arbitrale attivato dai venditori della partecipazione sociale in VSV Srl, società titolare di taluni progetti eolici in Calabria acquisita nel novembre 2008 da Edison Energie Speciali Spa (Edens), nel quale la parte venditrice lamentava l’omesso pagamento da parte di Edens della seconda tranche del prezzo di acquisto della partecipazione, pari a 1,5 milioni di euro, che ai sensi e per gli effetti del contratto di compravendita era, tra l’altro, sospensivamente condizionato all’accertamento dell’insussistenza di conseguenze pregiudizievoli per i progetti eolici di VSV derivanti dall’applicazione della legge della Regione Calabria n.15/2008 istitutiva di una “moratoria” nella realizzazione di nuovi impianti eolici e Edens lamentava la violazione di talune garanzie contrattuali, è stato definito transattivamente all’inizio di ottobre 2010, con un onere a carico della società pari a 750 migliaia di euro a fronte della rinuncia da parte dei venditori a qualsivoglia doglianza attuale e futura comunque connessa al contratto di compravendita.

Edison Trading - Istruttoria prezzi Sicilia

In data 22 dicembre 2010 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha deliberato la chiusura, senza accertamento di infrazioni dell’istruttoria avviata il 2 febbraio 2010 nei confronti di Edison Spa, Edison Trading Spa e Edipower Spa, nonché a A2A Spa, A2A Trading Srl, Iride Mercato Spa, Alpiq Energia Italia Spa e Alpiq Holding Sa per una presunta intesa restrittiva della concorrenza posta in essere da tali soggetti nella loro qualità di tollers del contratto di tolling con Edipower Spa e/o di azionisti di quest’ultima società. Con il provvedimento di chiusura dell’istruttoria l’Autorità Garante ha accettato, rendendoli vincolanti, alcuni impegni proposti dai tollers e dagli azionisti di Edipower Spa finalizzati a far venir meno gli asseriti profili anticoncorrenziali sulla base dei quali l’istruttoria era stata avviata. Tali impegni consistono, da un lato, nella devoluzione ad Edipower Spa delle attività di approvvigionamento dei combustibili, programmazione e gestione delle unità produttive della centrale termoelettrica di San Filippo del Mela e, dall’altro, nell’adesione da parte della stessa Edipower Spa per tali impianti alla disciplina in vigore per il dispacciamento delle cd. “unità essenziali”, come prevista dalla delibera n. 111/06 dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas.

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In merito allo stato dei principali contenziosi fiscali si segnalano i seguenti sviluppi avvenuti nel corso del 2010:

Ex Edison Spa - Accertamenti imposte dirette esercizi 1994 -1999

I contenziosi relativi agli accertamenti emessi ai fini IRPEG ed ILOR per gli esercizi 1995, 1996 e 1997 nei confronti dell’incorporata Edison Spa risultano ancora pendenti avanti alla Corte di Cassazione a seguito di ricorsi proposti dall’Amministrazione Finanziaria.

A copertura dei potenziali rischi connessi a questi contenziosi risulta stanziato un apposito fondo, adeguato per gli interessi di competenza.

Ex Calcestruzzi Spa - Accertamenti imposte dirette esercizi 1991 e 1992

A seguito della sentenza della Cassazione emessa nel 2008, che ha cassato con rinvio le decisioni emesse dalla Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna in relazione agli accertamenti emessi ai fini IRPEG ed ILOR per gli esercizi 1991 e 1992 della società Calcestruzzi Spa, di cui Edison Spa è l’attuale avente causa, le controversie risultano pendenti avanti alla competente Commissione Regionale a seguito di riassunzione. Non risulta ancora fissata la data di trattazione.

Le controversie riguardano in particolare operazioni di usufrutto di azioni poste in essere con società estere dell’allora gruppo Ferruzzi, in relazione alle quali avanti alla Corte di Cassazione è stata sollevata l’eccezione di “abuso di diritto”. La Società ritiene che le proprie difese potranno avere pieno accoglimento avanti ai giudici di rinvio, a seguito di un esame dettagliato e di merito delle fattispecie specifiche. Tuttavia, anche in considerazione dell’orientamento giurisprudenziale, radicalmente modificatosi nel tempo, risulta stanziato un apposito fondo rischi a copertura dei potenziali oneri derivanti dalle controversie, adeguato annualmente per gli interessi di competenza.

Edison Spa - Accertamento esercizio 2002

Risulta pendente avanti alla Corte di Cassazione il ricorso principale proposto dall’Avvocatura dello Stato, per conto dell’Agenzia delle Entrate Milano 1, avverso la decisione, sostanzialmente favorevole alla società, emessa nel 2009 dalla Commissione Tributaria Regionale in relazione all’accertamento ai fini IRPEG ed IRAP dell’esercizio 2002. Analogamente risulta pendente il ricorso incidentale proposto dalla Società per la parte di decisione (marginale) che non aveva annullato integralmente l’accertamento (circa 26 mila euro di base imponibile). Non risulta ancora fissata la trattazione dei ricorsi.

Accertamento IVA Doganale anni 2001, 2002 e 2003 EDF Energia Italia Srl

La Commissione Tributaria Regionale di Milano, con decisione depositata nel mese di novembre 2010, ha respinto l’appello proposto da Edison Energia Spa, quale avente causa di EDF Energia Italia Srl, avverso la decisione sfavorevole emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano in merito all’accertamento ai fini IVA per gli anni 2001, 2002 e 2003.

La Società proporrà ricorso per Cassazione nei termini al fine di veder riconosciuta la legittimità dell’operato della propria incorporata.

Si ricorda che gli eventuali oneri che dovessero comunque derivare dal suddetto accertamento risultano oggetto di specifiche garanzie contrattuali rilasciate dalla società EDF International Sa.

Edison Spa - Accertamento imposte di registro 2008

Avanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Milano nel mese di dicembre 2010 è stato discusso il ricorso proposto dalla società nel precedente mese di luglio, avverso l’avviso di liquidazione per imposte proporzionali di registro, ipotecarie e catastali di circa 11 milioni di euro, emesso a seguito di riqualificazione in “cessione di azienda” dell’operazione di conferimento, effettuato nel febbraio 2008, del ramo di azienda, costituito da 5 centrali termoelettriche, in Co Energy Power Srl, e della successiva cessione della società conferitaria, tuttora esistente, a Cofathec Spa (ora Cofely Italia Spa) - Gruppo GdF Suez. Non risulta ancora depositata la relativa decisione.

La Società ritiene che tale riqualificazione sia del tutto illegittima ed infondata e si attende un esito favorevole del contenzioso instaurato e il pieno riconoscimento della legittimità del proprio operato. Tuttavia, non avendo potuto ottenere nei termini la sospensione del pagamento, al fine di evitare gravi effetti pregiudizievoli, ha effettuato il pagamento di quanto richiesto in pendenza di giudizio, salvo ripetizione dello stesso una volta intervenuto in giudicato favorevole.

Edison Spa ed Edison Trading Spa - Verifica generale della Guardia di Finanza

In data 9 settembre 2010 la Guardia di Finanza (Nucleo di Polizia Tributaria Milano - I° Gruppo Tutela entrate - 4^ sezione Verifiche Complesse) ha iniziato una verifica fiscale ai fini delle imposte dirette, dell’IRAP e dell’IVA per gli anni d’imposta dal 2005 al 2010 (sino alla data di inizio delle operazioni di verifica) nei confronti della Edison Spa. Ad oggi non sono stati formalizzati rilievi specifici e non sono stati notificati atti di accertamento.

In pari data la Guardia di Finanza (Nucleo di Polizia Tributaria Milano - I° Gruppo Tutela entrate - 4^ sezione Verifiche Complesse) ha iniziato una verifica fiscale ai fini delle imposte dirette, dell’IRAP e dell’IVA per gli anni d’imposta dal 2006 al 2010 (sino alla data di inizio delle operazioni di verifica) nei confronti della Edison Trading Spa. La verifica è attualmente sospesa in attesa che si concludano le operazioni ispettive nei confronti di Edison Spa.

Edison Trading Spa - Accertamenti IRES, IRAP ed IVA anno di imposta 2005

Nel dicembre 2010 sono stati notificati ad Edison Trading Spa atti di accertamento e di contestazione ai fini IRES, IRAP ed IVA in relazione all’anno di imposta 2005 emessi a seguito della verifica generale effettuata, per lo stesso esercizio, dall’Agenzia delle Entrate di Milano nel corso del 2008. Tali atti, avverso ai quali la Società ha posto in essere le opportune azioni difensive, riproducono integralmente i rilievi formulati nel PVC redatto a conclusione delle attività di verifica.

La Società già nel 2008, a seguito del PVC, aveva ritenuto opportuno accantonare un fondo rischi di circa 4,2 milioni di euro, integrato negli anni degli interessi di competenza, per tener conto del potenziale rischio per maggiori imposte, sanzioni ed interessi derivanti da alcuni rilievi formulati.

Esaminati gli atti ricevuti, la Società non ritiene di dover adeguare lo stanziamento in essere né di stanziare un fondo rischi in relazione ai rilievi ai fini IVA riguardanti i certificati verdi connessi all’energia elettrica di proprietà Edison Trading Spa prodotta nell’ambito del contratto di tolling in essere con Edipower Spa (tollee). In particolare, l’Agenzia delle Entrate considera che la consegna dei certificati verdi ad Edipower Spa per l’assolvimento dell’obbligo “verde” configuri una cessione degli stessi nell’ambito di un rapporto di permuta e, quindi, richiede il versamento di maggiore IVA per circa 3,8 milioni di euro, oltre ad irrogare le relative sanzioni.

Anche a seguito degli approfondimenti effettuati, d’intesa con gli altri tollers, la Società non ritiene che la tesi dell’Agenzia sia fondata e legittima e, quindi, ha proposto ricorso nel mese di febbraio 2011 per chiedere il totale annullamento della maggiore imposta accertata e degli oneri accessori.

Si ricorda che, poiché nel 2005 Edison Trading Spa aveva aderito al consolidato IRES facente capo ad Edison Spa, l’eventuale liquidazione della maggior IRES dovuta per l’esercizio 2005 interesserà anche la consolidante che dovrà effettuare il relativo versamento, fatto salvo il riaddebito dell’onere alla consolidata.

Edipower Spa - Accertamento IVA Certificati Verdi 2004

La Società ha presentato nel corso del mese di febbraio 2010 ricorso avverso l’avviso di accertamento per irrogazioni di sanzioni IVA anno 2004, chiedendo alla Commissione adita il totale annullamento dell’atto. L’Agenzia delle Entrate si è costituita in giudizio. Non è ancora stata notificata la fissazione dell’udienza.

Edipower Spa - Accertamento IVA Certificati Verdi 2005

Nel mese di dicembre 2010 l’Agenzia delle Entrate ha notificato un nuovo atto di irrogazione di sanzioni IVA anno 2005 per 4,5 milioni di euro per la stessa fattispecie già sanzionata per l’anno 2004. Avverso tale atto Edipower ha proposto ricorso.

Edipower Spa - Accertamento IVA su accisa 2004

Nel mese di febbraio 2010 avverso tale atto la Società ha presentato istanza di annullamento in autotutela e, successivamente, istanza di accertamento con adesione. L’Agenzia delle Entrate ha convocato Edipower Spa il giorno 2 aprile 2010 per dare avvio alla procedura di accertamento con adesione e per sentire le ragioni a difesa. Successivamente l’Agenzia delle Entrate ha confermato le proprie interpretazioni escludendo, per il momento, di annullare l’atto. Nel corso del mese di maggio 2010 la Società ha presentato ricorso avverso l’avviso di accertamento chiedendo alla Commissione adita il totale annullamento dell’atto. L’Agenzia delle Entrate si è costituita in giudizio. Non è ancora stata notificata la fissazione dell’udienza.

Edipower Spa - Accertamento IVA su accisa 2005 e IRES-IRAP 2005

Nel mese di dicembre 2010 l’Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento in materia di IVA su accisa per l’anno 2005, fattispecie già oggetto dell’accertamento relativo al 2004, e per il recupero di IRES e IRAP relative al 2005. L’ammontare complessivo richiesto a titolo di sanzioni e imposte è pari a 3,5 milioni di euro. Avverso tale atto Edipower ha proposto ricorso.

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