Criteri di valutazione

Immobilizzazioni materiali e Immobili detenuti per investimento

Gli immobili strumentali sono iscritti tra le “Immobilizzazioni materiali” mentre gli immobili non strumentali sono classificati come “Immobili detenuti per investimento”.

In bilancio sono iscritti al costo di acquisto, di produzione o di conferimento, comprensivi di eventuali oneri accessori e dei costi diretti necessari a rendere l’attività disponibile per l’uso e al netto di eventuali contributi in conto capitale.

Le singole componenti di un impianto che risultino caratterizzate da una diversa vita utile sono rilevate separatamente per essere ammortizzate coerentemente alla loro durata secondo un approccio per componenti. In particolare, secondo tale principio, il valore del terreno e quello dei fabbricati che insistono su di esso vengono separati e solo il fabbricato viene assoggettato ad ammortamento.

Anche gli eventuali costi di smantellamento e ripristino dei siti industriali che si stima di dover sostenere sono iscritti come componente assoggettata ad ammortamento; il valore a cui tali costi sono iscritti è pari al valore attuale dell’onere futuro che si stima di sostenere.

I costi di manutenzione ordinaria sono addebitati integralmente al conto economico nell’esercizio in cui sono sostenuti.

I costi sostenuti per le manutenzioni effettuate a intervalli regolari sono attribuiti ai cespiti cui si riferiscono e sono ammortizzati in relazione alla specifica residua possibilità di utilizzo degli stessi.

Il valore di presunto realizzo che si ritiene di recuperare al termine della vita utile non è ammortizzato. Le immobilizzazioni sono sistematicamente ammortizzate in ogni esercizio a quote costanti sulla base di aliquote economico-tecniche determinate in relazione alle residue possibilità di utilizzo dei beni. Il range delle aliquote è riportato nella tabella che segue:


Filiera Energia Elettrica Filiera Idrocarburi Corporate e Altri Settori
minimo massimo minimo massimo minimo massimo
Fabbricati 3,5% 9,7% 2,5% 8,8% - 2,3%
Impianti e macchinari 4,0% 20,0% 1,8% 51,3% 6,8% 27,1%
Attrezzature industriali e commerciali 5,0% 25,0% 17,5% 35,0% 5,0% 25,0%
Altri beni 6,0% 20,0% 6,0% 25,0% 6,0% 20,0%
Immobili detenuti per investimento - - - - 2,0% 2,6%

L’ammortamento delle immobilizzazioni materiali pertinenti le concessioni per la coltivazione di idrocarburi nonché i relativi costi per chiusura dei pozzi, abbandono dell’area e smantellamento o rimozione delle strutture sono rilevati nell’attivo patrimoniale e sono ammortizzati secondo il metodo dell’unità di prodotto (UOP), metodo che è anche utilizzato per ammortizzare le relative concessioni. L’aliquota di ammortamento è pertanto individuata rapportando la quantità estratta nel corso dell’esercizio alla quantità delle riserve estraibili stimata giacente all’inizio dell’esercizio.

L’ammortamento degli impianti termoelettrici ed eolici in regime tariffario CIP 6/92, correlato ai benefici economici, assume un andamento a “gradini decrescenti” con ammortamenti a quote costanti in ciascuno dei periodi considerati: tale metodologia consente di riflettere i differenziali tra le condizioni economiche del provvedimento CIP 6/92 del periodo incentivato, primi 8 anni, e del periodo convenzionato, i successivi 7 anni, e le condizioni di mercato applicabili successivamente alla fine del CIP 6/92.

L’ammortamento dei beni gratuitamente devolvibili è calcolato a quote costanti sulla base del periodo minore fra la durata residua del contratto e la vita utile stimata degli stessi.

I beni acquisiti mediante contratti di locazione finanziaria sono iscritti tra le “Immobilizzazioni materiali” con iscrizione al passivo di un debito finanziario di pari importo. Il debito viene progressivamente ridotto in base al piano di rimborso delle quote capitale incluso nei canoni contrattualmente previsti mentre il valore del bene iscritto tra le “Immobilizzazioni materiali” viene sistematicamente ammortizzato in funzione della vita economico-tecnica del bene stesso.

Si ricorda che in sede di prima applicazione degli IFRS il Gruppo ha adottato il criterio del fair value quale sostituto del costo e, quindi, i fondi ammortamento e svalutazione cumulati fino all’1 gennaio 2004 sono stati azzerati. Conseguentemente il fondo ammortamento e il fondo svalutazione indicati nelle note illustrative che corredano il bilancio rappresentano esclusivamente gli ammortamenti e le svalutazioni cumulate successivamente all’1 gennaio 2004.

Se vi sono indicatori di svalutazione le immobilizzazioni materiali sono assoggettate a una verifica di recuperabilità (cd. impairment test) che è illustrato nel successivo paragrafo “Perdita di valore delle attività”; le eventuali svalutazioni possono essere oggetto di successivi ripristini di valore qualora vengano meno le ragioni che hanno portato alla loro svalutazione.

A partire dall’1 gennaio 2009 gli oneri finanziari direttamente imputabili all’acquisizione, alla costruzione o alla produzione di un bene di durata significativa sono capitalizzati qualora l’investimento superi una soglia dimensionale predefinita; si precisa che fino al 31 dicembre 2008 gli oneri finanziari non venivano capitalizzati.

Avviamento, Concessioni idrocarburi e Altre immobilizzazioni immateriali

Sono definibili attività immateriali solo le attività identificabili, controllate dall’impresa, che sono in grado di produrre benefici economici futuri. Includono anche l’avviamento quando acquisito a titolo oneroso. Tali attività sono iscritte in bilancio al costo di acquisto o di produzione, inclusivo degli oneri accessori secondo i criteri già indicati per le “Immobilizzazioni materiali”. Sono capitalizzati anche i costi di sviluppo a condizione che il costo sia attendibilmente determinabile e che sia dimostrabile che l’attività è in grado di produrre benefici economici futuri.

Le attività immateriali con vita utile definita sono ammortizzate sistematicamente a partire dal momento in cui l’attività è disponibile per l’utilizzo lungo il periodo di prevista utilità.

L’avviamento e le altre attività aventi vita utile indefinita non sono assoggettate ad ammortamento sistematico ma sottoposte a verifica almeno annuale di recuperabilità (cd. impairment test) condotta a livello della singola Cash Generating Unit (CGU) o insiemi di CGU cui le attività a vita indefinita possono essere allocate ragionevolmente; il test è descritto nel successivo paragrafo “Perdita di valore delle attività”. Per l’avviamento le eventuali svalutazioni non sono oggetto di successivi ripristini di valore.

Concessioni idrocarburi, attività di esplorazione e valutazione delle risorse minerarie

I costi sostenuti per l’acquisizione di titoli minerari o per l’estensione dei permessi esistenti sono

iscritti tra le attività immateriali. Se successivamente l’esplorazione è abbandonata il costo residuo è imputato immediatamente a conto economico.

I costi di esplorazione e i costi relativi alle prospezioni geologiche, ai sondaggi esplorativi, ai rilievi geologici e geofisici nonché le perforazioni esplorative sono imputati all’attivo tra le immobilizzazioni immateriali e sono ammortizzati interamente nell’esercizio in cui sono sostenuti.

I costi di sviluppo relativi a pozzi con esito minerario positivo e i costi di produzione relativi alla costruzione di impianti per l’estrazione e lo stoccaggio di idrocarburi sono imputati all’attivo patrimoniale tra le “Immobilizzazioni materiali” secondo la natura del bene e sono ammortizzati con il metodo dell’unità di prodotto (UOP).

I costi per la chiusura dei pozzi, l’abbandono dell’area e lo smantellamento o rimozione delle strutture (costi di decommissioning) sono rilevati nell’attivo patrimoniale e sono ammortizzati secondo il metodo dell’unità di prodotto (UOP).

Le concessioni per la coltivazione d’idrocarburi sono ammortizzate secondo il metodo dell’unità di prodotto (UOP). L’aliquota di ammortamento è individuata rapportando la quantità estratta nel corso dell’esercizio alla quantità delle riserve estraibili stimata giacente all’inizio dell’esercizio, tenuto conto delle variazioni significative delle riserve che fossero intervenute nell’esercizio stesso. Inoltre, annualmente si verifica che il valore di bilancio non sia superiore al maggior valore tra quello recuperabile determinato attualizzando i flussi di cassa futuri stimati in base ai programmi futuri di produzione e il loro valore di mercato. Si segnala che le attività minerarie possedute e/o esercite in joint venture (cd. Profit Sharing Agreement - PSA) sono rappresentate in bilancio per la quota posseduta.

Titoli ambientali (Quote di emissione, certificati verdi, ecc.)

Il Gruppo si approvvigiona di titoli ambientali, essenzialmente quote di emissione e di certificati verdi, in parte per fare fronte al proprio fabbisogno nell’esercizio della propria attività industriale (cd. own use) e in parte a scopo di negoziazione (cd. Attività di trading). Si applicano dunque criteri di valutazione differenziati funzionali allo scopo perseguito all’atto dell’acquisto.

In particolare, tra le “Altre immobilizzazioni immateriali” possono essere incluse anche le quote di emissione (Emission Rights) e i certificati verdi, iscritti al costo sostenuto per l’acquisto nel caso in cui, alla data di bilancio, il Gruppo abbia un eccesso di quote o certificati rispetto al fabbisogno determinato in relazione alle emissioni rilasciate nell’esercizio per le quote o alle produzioni effettuate per i certificati verdi. Le quote e i certificati verdi assegnati gratuitamente sono iscritti a un valore nullo. Trattandosi di un bene a utilizzo istantaneo tale posta non è soggetta ad ammortamento ma a impairment test. Il valore recuperabile viene identificato come il maggiore fra il valore d’uso e quello di mercato. Qualora invece il valore delle emissioni rilasciate ecceda, alla data di bilancio, quello delle emissioni assegnate, incluse anche le eventuali emissioni acquisite, per l’eccedenza si stanzia un apposito fondo rischi. Le quote e i certificati restituiti annualmente in relazione al quantitativo di emissioni di gas inquinanti rilasciate nell’atmosfera durante ciascun anno civile o alle produzioni effettuate saranno cancellate con contestuale utilizzo dell’eventuale fondo rischi stanziato nell’esercizio precedente.

I titoli ambientali posseduti e detenuti nell’esercizio dell’Attività di trading sono invece iscritti tra le rimanenze e sono valutati al fair value, come descritto nei successivi paragrafi “Attività di trading” e “Rimanenze”.

Perdita di valore delle attività

Lo IAS 36 richiede di valutare l’esistenza di perdite di valore (cd. impairment test) delle immobilizzazioni materiali e immateriali in presenza di indicatori che ne segnalino l’evidenza.

Nel caso dell’avviamento, di altre attività immateriali a vita utile indefinita o di attività non disponibili per l’uso, l’impairment test è effettuato almeno annualmente.

La recuperabilità dei valori iscritti è verificata confrontando il valore contabile iscritto in bilancio con il maggiore tra il prezzo netto di vendita e il valore d’uso del bene.

Il valore d’uso è definito generalmente mediante attualizzazione dei flussi di cassa attesi dall’utilizzo del bene, o da un’aggregazione di beni (le cd. Cash Generating Unit) nonché dal valore che ci si attende dalla sua dismissione al termine della sua vita utile.

Le Cash Generating Unit sono state individuate coerentemente alla struttura organizzativa e di business del Gruppo, come aggregazioni omogenee che generano flussi di cassa in entrata autonomi derivanti dall’utilizzo continuativo delle attività a esse imputabili.

Strumenti finanziari

Includono le partecipazioni (escluse le partecipazioni in società controllate, a controllo congiunto e collegate) detenute per la negoziazione (cd. partecipazioni di trading) e quelle disponibili per la vendita, i crediti e i finanziamenti non correnti, i crediti commerciali e gli altri crediti originati dall’impresa e le altre attività finanziarie correnti come le disponibilità liquide e mezzi equivalenti. Sono disponibilità liquide e mezzi equivalenti i depositi bancari e postali, i titoli prontamente negoziabili che rappresentano investimenti temporanei di liquidità e i crediti finanziari esigibili entro tre mesi. Vi si includono anche i debiti finanziari, i debiti commerciali e gli altri debiti e le altre passività finanziarie nonché gli strumenti derivati.

Le attività e le passività finanziarie sono rilevate contabilmente al valore equo all’insorgere dei diritti e obblighi contrattuali previsti dallo strumento.

La loro iscrizione iniziale tiene conto dei costi di transazione direttamente attribuibili all’acquisizione e dei costi di emissione che sono inclusi nella valutazione iniziale di tutte le attività o passività definibili strumenti finanziari. La valutazione successiva dipende dalla tipologia dello strumento. In particolare:

  • le attività detenute per la negoziazione, esclusi gli strumenti derivati, sono valutate al fair value (valore equo) con iscrizione delle variazioni di fair value a conto economico. Tale categoria è prevalentemente costituita dalle partecipazioni di trading e dalle cd. Attività di trading illustrate nel seguito;
  • le altre attività e passività finanziarie, diverse dagli strumenti derivati e dalle partecipazioni, con pagamenti fissi o determinabili, sono valutate al costo ammortizzato. Le eventuali spese di transazione sostenute in fase di acquisizione/vendita sono portate a diretta rettifica del valore nominale dell’attività/passività (per esempio, aggio e disaggio di emissione, costi sostenuti per l’acquisizione di finanziamenti, ecc.). Sono poi rideterminati i proventi/oneri finanziari sulla base del metodo del tasso effettivo d’interesse. Per le attività finanziarie sono regolarmente effettuate valutazioni al fine di verificare l’eventuale esistenza di evidenze obiettive che le stesse abbiano subito una riduzione di valore. In particolare, nella valutazione dei crediti si tiene conto della solvibilità dei creditori nonché delle caratteristiche di rischio creditizio che è indicativo della capacità di pagamento dei singoli debitori. Le eventuali perdite di valore sono rilevate come costo nel conto economico del periodo. In questa categoria rientrano i crediti e i finanziamenti non correnti, i crediti commerciali e gli altri crediti originati dall’impresa, i debiti finanziari, i debiti commerciali e gli altri debiti e le altre passività finanziarie;
  • le attività disponibili per la vendita, sono valutate al fair value (valore equo) e gli utili e le perdite che si determinano sono iscritti a patrimonio netto; il fair value iscritto si riversa a conto economico al momento dell’effettiva cessione. Le perdite da valutazione a fair value sono invece iscritte direttamente a conto economico nei casi in cui sussistano evidenze obiettive che l’attività finanziaria abbia subito una riduzione di valore anche se l’attività non è ancora stata ceduta. Sono invece valutate al costo ridotto per perdite durevoli di valore le partecipazioni non quotate per le quali il fair value non sia misurabile attendibilmente; il costo è ripristinato nei successivi esercizi se vengono meno le ragioni che avevano originato le svalutazioni. In questa categoria sono incluse le partecipazioni possedute per una percentuale inferiore al 20%;
  • gli strumenti derivati sono valutati al fair value (valore equo) e le relative variazioni sono in linea generale iscritte a conto economico. Il Gruppo peraltro applica, ove possibile, la cd. Hedge Accounting, di conseguenza gli strumenti derivati sono classificati come strumento di copertura quando la relazione tra il derivato e l’oggetto della copertura è formalmente documentata e l’efficacia della copertura, verificata periodicamente, è elevata ai sensi dello IAS 39. In questo caso si applicano in particolare i seguenti trattamenti contabili:
    a) qualora i derivati di copertura coprono il rischio di variazione dei flussi di cassa degli elementi oggetto di copertura (Cash Flow Hedge), la porzione efficace delle variazioni di fair value dei derivati è rilevata direttamente a patrimonio netto, mentre quella inefficace è iscritta direttamente a conto economico. Gli importi rilevati direttamente a patrimonio netto sono riflessi nel conto economico coerentemente agli effetti economici prodotti dall’elemento coperto;
    b) qualora i derivati di copertura coprono il rischio di variazione del fair value degli elementi oggetto di copertura (Fair Value Hedge), le variazioni di fair value dei derivati sono rilevate direttamente a conto economico; coerentemente, gli strumenti oggetto di copertura sono adeguati per riflettere le variazioni di fair value associate al rischio coperto rilevandone gli effetti a conto economico.

Le attività finanziarie sono eliminate dallo stato patrimoniale quando è estinto il diritto a ricevere i flussi di cassa e sono trasferiti in modo sostanziale tutti i rischi e i benefici connessi alla detenzione dell’attività (cd. derecognition) o nel caso in cui la posta è considerata definitivamente irrecuperabile dopo che tutte le necessarie procedure di recupero sono state completate.

Le passività finanziarie sono rimosse dallo stato patrimoniale quando la specifica obbligazione contrattuale è estinta. Si configura come un’estinzione anche la modifica dei termini contrattuali esistenti, qualora le nuove condizioni abbiano mutato significativamente le pattuizioni originarie e comunque quando il valore attuale dei flussi di cassa che si genereranno dagli accordi rivisti si discostino di oltre il 10% dal valore dei flussi di cassa della passività originaria.

Il fair value (valore equo) degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo si basa sui prezzi di mercato alla data di bilancio. Il fair value di strumenti non quotati in un mercato attivo è determinato utilizzando apposite tecniche di valutazione.

Attività di trading

All’interno delle attività caratteristiche del gruppo Edison, sono state autorizzate attività di trading fisico e finanziario su commodity e titoli ambientali. Tali attività sono governate da apposite procedure e sono segregate ex ante dalle altre attività caratteristiche (le cd. Attività industriali) in appositi “Portafogli di Trading”. Queste attività includono contratti fisici e finanziari su commodity e titoli ambientali e sono valutate al fair value con iscrizione delle variazioni di fair value a conto economico. I singoli contratti possono prevedere la consegna fisica; in tale caso, le eventuali rimanenze sono valutate al fair value con iscrizione delle variazioni di fair value a conto economico. Si segnala che le poste di conto economico relative ai ricavi e ai consumi dell’attività di trading riflettono l’esposizione del solo “margine di negoziazione” (cd. net presentation).

Rimanenze

Le rimanenze riferibili alla cd. Attività industriale sono valutate al minore tra il costo di acquisto o di produzione, comprensivo degli oneri accessori determinato applicando il criterio del FIFO e il valore presunto di realizzo desumibile dall’andamento del mercato. Le rimanenze riferibili alla cd. Attività di trading sono valutate al fair value con iscrizione delle variazioni di fair value a conto economico trattandosi di attività di negoziazione.

Valutazione dei contratti di lungo termine “take or pay”

I contratti per l’importazione di gas naturale a medio/lungo termine prevedono il ritiro obbligatorio di quantità minime annuali. In caso di mancato raggiungimento di tali quantità minime annuali, l’importatore è comunque tenuto al pagamento del corrispettivo riferibile alla parte non ritirata. Tale pagamento può assumere la natura di anticipo su future forniture o quella di penale su mancati ritiri. Il primo caso (anticipo su future forniture) si configura per le quantità non ritirate, di cui, tuttavia, nell’arco della durata residua dei contratti, sia prevedibile con ragionevole certezza un futuro recupero sotto forma di maggiori ritiri rispetto alle quantità minime annuali previste contrattualmente. Il secondo caso (penale per mancato ritiro) si configura, invece, per le quantità non ritirate di cui non sia ipotizzabile il futuro recupero. La parte di pagamento qualificabile come anticipo su future forniture viene iscritta tra le “Altre attività” correnti e/o non correnti in funzione delle tempistiche attese di recupero; quella qualificabile come penale per mancato ritiro, viene spesata a conto economico. Tali valutazioni sono estese anche alle quantità non ritirate e non ancora pagate alla data di bilancio, per le quali il relativo pagamento sarà effettuato nell’esercizio successivo, il cui valore è iscritto nei conti d’ordine tra gli impegni.

Benefici ai dipendenti

Il trattamento di fine rapporto (TFR) e i fondi di quiescenza, sono determinati applicando una metodologia di tipo attuariale; l’ammontare dei diritti maturati nell’esercizio dai dipendenti si imputa al conto economico nella voce “Costo del lavoro” mentre l’onere finanziario figurativo che l’impresa sosterrebbe se si chiedesse al mercato un finanziamento di importo pari al TFR si imputa tra i “Proventi (oneri) finanziari netti”. Gli utili e le perdite attuariali che riflettono gli effetti derivanti da variazioni delle ipotesi attuariali utilizzate sono rilevati a conto economico tenendo conto della rimanente vita lavorativa media dei dipendenti.

In particolare, in seguito alla legge finanziaria del 27 dicembre 2006 n. 296, si è valutata ai fini dello IAS 19 solo la passività relativa al TFR maturato rimasto in azienda, poiché le quote in maturazione vengono versate ad un’entità separata (Forma pensionistica complementare o Fondi INPS). In conseguenza di tali versamenti l’azienda non avrà più obblighi connessi all’attività lavorativa prestata in futuro dal dipendente (cd. Defined contribution plan).

I piani di stock option sono valutati al momento dell’assegnazione determinando il fair value dei diritti di opzione emessi e tale valore, al netto dell’eventuale costo di sottoscrizione, è ripartito lungo il periodo di maturazione del piano con l’iscrizione di tale costo a conto economico e in contropartita di una riserva di patrimonio netto (cd. Equity settled payments).

Fondi per rischi e oneri

I fondi per rischi e oneri sono stanziati esclusivamente in presenza di una obbligazione attuale e stimabile in modo attendibile, conseguente a eventi passati, che può essere di tipo legale, contrattuale oppure derivare da dichiarazioni o comportamenti dell’impresa tali da indurre nei terzi una valida aspettativa che l’impresa stessa sia responsabile o si assuma la responsabilità di adempiere a una obbligazione (cd. “Obbligazioni implicite”). Se l’effetto finanziario del tempo è significativo la passività è attualizzata, l’effetto dell’attualizzazione è iscritto tra gli oneri finanziari.

Riconoscimento dei ricavi e dei costi

I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri sono iscritti al netto di resi, sconti, abbuoni e premi nonché delle imposte direttamente connesse con la vendita dei beni e la prestazione dei servizi. I ricavi per vendite sono riconosciuti al momento del trasferimento della proprietà, che di regola corrisponde alla consegna o alla spedizione dei beni. Tra i consumi sono inclusi i costi per titoli ambientali di competenza del periodo, mentre gli acquisti di certificati verdi, di quote di emissione e di certificati bianchi destinati alla negoziazione sono inseriti tra le rimanenze. I proventi e gli oneri finanziari vengono riconosciuti in base alla competenza temporale. I dividendi sono riconosciuti quando sorge il diritto all’incasso da parte degli azionisti che normalmente avviene nell’esercizio in cui si tiene l’assemblea della partecipata che delibera la distribuzione di utili o riserve.

Imposte sul reddito

Le imposte sul reddito correnti sono iscritte, per ciascuna impresa, in base alla stima del reddito imponibile in conformità alle aliquote e alle disposizioni vigenti, o sostanzialmente approvate alla data di chiusura del periodo in ciascun Paese, tenendo conto delle esenzioni applicabili e dei crediti d’imposta eventualmente spettanti.

Le imposte anticipate e differite sono calcolate sulle differenze temporanee tra il valore attribuito ad attività e passività in bilancio e i corrispondenti valori riconosciuti ai fini fiscali, sulla base delle aliquote in vigore nel momento in cui le differenze temporanee si riverseranno. Le imposte anticipate sono iscritte solo se esiste la ragionevole certezza del loro futuro recupero, pertanto quelle la cui recuperabilità non è certa sono svalutate. Nella valutazione delle imposte anticipate si tiene conto del periodo di pianificazione aziendale per il quale sono disponibili piani aziendali approvati. Quando i risultati sono rilevati direttamente a patrimonio netto, le imposte correnti, le attività per imposte anticipate e le passività per imposte differite sono anch’esse imputate direttamente al patrimonio netto. Le imposte differite sugli utili non distribuiti da società del Gruppo sono stanziate solo se vi è la reale intenzione di distribuire tali utili e, comunque, se la tassazione non viene annullata dalla presenza di un consolidato fiscale.

Utilizzo di valori stimati

La stesura del bilancio e delle note illustrative ha richiesto l’utilizzo di stime e assunzioni sia nella determinazione di alcune attività e passività sia nella valutazione delle attività e passività potenziali. I risultati a posteriori che deriveranno dal verificarsi degli eventi potrebbero pertanto differire da tali stime. Le stime e le assunzioni considerate sono riviste su base continua e gli effetti di eventuali variazioni sono iscritti immediatamente in bilancio. L’utilizzo di stime è particolarmente rilevante per le seguenti poste:

  • ammortamenti (per i beni a vita utile definita) e impairment test delle immobilizzazioni materiali, avviamento e altre immobilizzazioni immateriali; ai fini della determinazione degli ammortamenti vengono riviste periodicamente le vite utili residue, le riserve di idrocarburi disponibili, gli oneri di smantellamento/chiusura e il valore di recupero. Per quanto riguarda l’impairment test si rimanda ai commenti inclusi nel paragrafo “Impairment test ai sensi dello IAS 36 sul valore dell’avviamento e delle immobilizzazioni materiali e immateriali” nel quale si descrivono la metodologia e le assunzioni effettuate;
  • valutazione degli strumenti derivati e, più in generale, degli strumenti finanziari; al riguardo si rimanda ai criteri illustrati nel paragrafo “Strumenti finanziari” e per l’evidenza quantitativa al paragrafo “Analisi delle operazioni a termine e strumenti derivati” che corredano e completano gli schemi di bilancio. Si segnala che, la modalità di determinazione del fair value e di gestione dei rischi inerenti le commodity energetiche trattate dal Gruppo, dei cambi e dei tassi di interesse è descritta nel successivo capitolo “Gestione dei rischi finanziari del Gruppo”;
  • determinazione di alcuni ricavi di vendita, in particolar modo inerenti alle convenzioni CIP 6/92, di fondi per rischi e oneri, fondi svalutazione crediti e altri fondi svalutazione, benefici ai dipendenti e imposte; in questi casi sono state effettuate le migliori stime possibili sulla base delle informazioni attualmente disponibili.
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