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Andamento del mercato energetico italiano

La domanda lorda complessiva di energia elettrica in Italia nell’esercizio 2009 è stata pari a 316,9 TWh (TWh = miliardi di kWh) in riduzione del 6,7% rispetto all’esercizio precedente, riduzione concentrata prevalentemente nel primo semestre; in termini decalendarizzati (i.e. depurando il dato dagli effetti derivanti da variazioni della temperatura media e del numero di giornate lavorative), si registra invece una flessione del 6,5%.

La forte contrazione della richiesta di energia di 22,6 TWh ed il contestuale incremento delle importazioni nette di 4,4 TWh, unitamente alla diminuzione dell’assorbimento dei pompaggi (1,9 TWh) hanno causato una marcata riduzione della produzione nazionale netta di 28,9 TWh. La produzione nazionale del periodo, al netto dei pompaggi, ha quindi coperto l’86,0% della domanda rispetto all’88,2% del 2008 mentre le importazioni nette sono salite al 14,0% (dal 11,8%).

L’aumento delle importazioni nette di 4,4 TWh è dato dal saldo dell’aumento di 3,1 TWh delle importazioni e della riduzione di 1,3 TWh delle esportazioni. In particolare si è verificato un sensibile incremento delle importazioni nette da nord-est (frontiere Austria e Slovenia) di 1,9 TWh (+31,9%) e un lieve decremento delle importazioni nette da nord-ovest (frontiere Francia e Svizzera) di 0,9 TWh (-2,4%).

Se alla marcata riduzione della produzione nazionale netta di 28,9 TWh si aggiunge il sensibile incremento della produzione da fonti rinnovabili pari a 5,4 TWh (+9,3%), combinato con una leggera riduzione del consumo dei servizi ausiliari (-1,0 TWh), ne consegue una forte riduzione della produzione termoelettrica lorda per 35,3 TWh (-13,5%). In particolare, per quanto riguarda le principali fonti rinnovabili si segnala un sensibile incremento delle produzioni idroelettriche (+4,5 TWh; 9,6%), a seguito dell’elevata idraulicità dei primi mesi dell’anno, e delle produzioni eoliche (+1,0 TWh; 20,4%); le produzioni geotermoelettriche rimangono invece sostanzialmente stazionarie (-0,2 TWh). Il fabbisogno del mercato servito dall’Acquirente Unico (mercato di maggior tutela) si attesta a 95,7 TWh in riduzione del 4,8% rispetto al 2008 (-4,9 TWh); l’incidenza percentuale di questo mercato sul totale della domanda nazionale rimane stabile su valori prossimi al 30% (30,2% nel 2009 e 29,6% nel 2008) nonostante il continuo processo di migrazione sotto la spinta della piena liberalizzazione del mercato elettrico (Direttiva 2003/54/CE). La contrazione dei consumi legata alla crisi economica ha infatti colpito maggiormente i consumi dei clienti serviti dai fornitori privati (prevalentemente le industrie); questo mercato (c.d. mercato libero), inclusi gli autoconsumi e la salvaguardia, registra un calo di 17,8 TWh (-7,4%) attestandosi al 69,8% della domanda nazionale.

Nel mercato elettrico italiano, al 31 dicembre 2009 la quotazione media del PUN TWA (Prezzo Unico Nazionale Time Weighted Average), si è attestata ad un livello di 63,8 euro/MWh, registrando un decremento di circa il 26,7% rispetto al 2008 (87,0 euro/MWh). Tra i fattori che influiscono su questa diminuzione si segnala soprattutto la pressione competitiva dettata dalla contrazione del fabbisogno energetico unitamente alla discesa del Brent e di converso dei prodotti petroliferi derivati, del carbone ARA CIF (-52,1% rispetto al 2008) e degli oneri ambientali (-40,3 % discesa del prezzo della CO2). L’andamento mensile rispetto all’anno precedente è rappresentato dal grafico seguente, in cui si nota una significativa discesa del PUN fino a tutto il primo semestre 2009 in virtù dell’isteresi temporale con cui le modifiche del livello di prezzo del Brent incidono sul prezzo del gas naturale.

Bilancio di energia elettrica in Italia e scenario di riferimento

TWh

Esercizio 2009

Esercizio 2008

Variazione %

Produzione netta

278,2

307,1

(9,4%)

Saldo netto import/export

44,4

40,0

11,0%

Consumo pompaggi

(5,7)

(7,6)

(24,8%)

Totale domanda

316,9

339,5

(6,7%)

Fonte: elaborazioni su dati ufficiali 2008 e preconsuntivi 2009 Terna ed AU al lordo delle perdite di rete.

La domanda di gas naturale in Italia nel 2009 ha fatto registrare una contrazione dell’8,1% rispetto all’anno precedente attestandosi a circa 77,8 Mld di mc, confermando il trend negativo atteso, imputabile al procrastinarsi della crisi economico-finanziaria iniziata nella seconda metà del 2008. In particolare la contrazione dei consumi risulta più significativa nel primo semestre dell’a nno, con particolare riferimento ai settori industriale e termoelettrico. Più contenuto l’e ffetto crisi nella seconda parte del 2009 dove i consumi hanno lievemente ridotto il differenziale rispetto al secondo semestre 2008 già penalizzato dai primi segnali della crisi. In dettaglio, l’a ndamento del 2009 registra le seguenti dinamiche:

• significativa riduzione dei consumi termoelettrici (-16,2%) dove l’effetto crisi si è fatto sentire maggiormente;
• contrazione dei consumi nel comparto industriale (-10,1%), in cui l’effetto crisi ha gravato soprattutto nel primo semestre, andando a ridursi sensibilmente nella seconda parte dell’a nno;
• lieve incremento dei consumi domestici (+2,2%) legato in particolare alla dinamica termica.

A seguito dell’attuale congiuntura economica, la ripartizione della domanda gas nel 2009 mostra un parziale riassetto dei consumi a favore degli usi civili (pari al 40% del totale consumato, in aumento di circa il 4%), ed uno svantaggio del settore termoelettrico (che si attesta al 37% del totale consumato, penalizzato da una diminuzione pari al 3%); stabile invece il settore industriale che contribuisce per il 22% dei consumi totali. In termini di fonti di approvvigionamento il 2009 ha registrato:

• la progressiva diminuzione della produzione nazionale (-9%, andamento in linea con il trend decrescente registrato negli ultimi anni e atteso per il futuro);
• riduzione delle importazioni (-10%) imputabile principalmente ai minori ritiri per effetto della crisi (da ricordare anche la disputa tra Russia e Ucraina verificatasi nel mese di gennaio 2009 che ha causato un underdelivery pari a 1,1 Mld di mc);
• un saldo a stoccaggio in prelievo per circa un miliardo di mc su base annua in linea con l’a ndamento del bilanciamento del sistema.

Per quanto attiene lo scenario petrolifero di riferimento, nel 2009 il prezzo del petrolio si è mantenuto all’interno della forchetta 40-80 dollari al barile, toccando il minimo nel mese di febbraio quando la quotazione media mensile si è attestata sui 42,95 dollari/barile e raggiungendo la quotazione massima nel mese di novembre, pari a 76,83 dollari/barile. Nel complesso, rispetto al 2008 il prezzo del Brent si è ridotto del -36,4% passando da una quotazione media di 98,4 dollari/barile nel 2008 a una quotazione media di 62,6 dollari/barile nel 2009.

Bilancio di gas naturale in Italia e scenario di riferimento

Mld/mc

Esercizio 2009

Esercizio 2008

Variazione %

Servizi e usi civili

30,9

30,2

2,2%

Usi industriali

16,8

18,7

(10,1%)

Usi termoelettrici

28,5

34,1

(16,2%)

Autotrazione

0,6

0,7

(10,8%)

Autoconsumi e perdite

1,0

1,0

(5,7%)

Totale domanda

77,8

84,7

(8,1%)


Fonte: dati ufficiali 2008 e preliminari 2009 Ministero Sviluppo Economico e stime Edison.


Ultimo aggiornamento : martedì 9 marzo 2010

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